Capra, Paroli e il Patto di stabilità

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    Sapevamo di avere un Sindaco-Onorevole a mezzo servizio. Ora il Sindaco contesta l’Onorevole. Infatti, nell’ultimo Consiglio Paroli ha criticato le regole del Patto di stabilità, definendole “poco intelligenti” (parole sue), per cui siamo “obbligati” a violare la legge. Può una persona intelligente, come Paroli, votare alla Camera una legge poco intelligente? Sì, visto che l’Onorevole con il suo voto di fiducia ha consentito a Tremonti di varare regole tanto rigide da ingessare il bilancio del Comune di Brescia. Tanto contraddittorie da trattare la nostra Amministrazione, sempre virtuosa, al pari dei comuni fallimentari di Catania e Palermo, i quali ricevono addirittura indecenti contributi statali. Tanto paradossali da non consentire l’utilizzo dell’ingente portafoglio, 150 milioni, che il centrosinistra ha lasciato in eredità, dopo quindici anni di buon governo cittadino.

    Nel merito della violazione il centrodestra racconta ai cittadini due balle: la prima, “saremmo riusciti a rispettare il Patto se avessimo attuato le cinque mosse votate a settembre, ma diventate insufficienti a causa della multa ad A2A di 220 milioni”. A parte il fatto che 60 milioni erano già stati versati in maggio per sanare il contenzioso UE 96-99, vero è che della multa l’Onorevole aveva contezza fin da gennaio, perché la legge 2/2009 ne anticipava il pagamento al fisco. Ciò avrebbe dovuto suggerire alla Giunta un bilancio di previsione 2009 meno temerario. Ed invece no: la Giunta Paroli, campione di salto nel nulla, ha alzato l’asticella dei dividendi di A2A a 83 milioni, 40 in più della previsione 2008 della Giunta Corsini. Era poi a conoscenza fin da luglio, l’Onorevole, che la multa sarebbe stata ben più salata; infatti, ne ordinava la quantità e la destinazione (il sesto censimento dell’agricoltura, sic!) la relazione al decreto anticrisi estivo del Governo. Ciò nonostante: “Cedola A2A intoccabile”, afferma l’Assessore Di Mezza il 4 ottobre. “A2A rispetterà i patti”, dichiara con orgoglio il Sindaco il 18 ottobre, rispondendo a Tarantini e Zuccoli che lamentavano difficoltà. Come dire, qui comandiamo noi! Ed invece no. Quattro giorni dopo il centrodestra cambia rotta e decide di sfondare il Patto. “Rispettandolo rischiamo di farci del male da soli”. Così il capogruppo della Lega, il 22 ottobre. Cosa è successo nemmeno una settimana dopo? Che le bugie hanno le gambe corte. Che sapevano di aver illuso la città. Che a Roma hanno chiuso i rubinetti. Che l’Onorevole-Sindaco ancora una volta dovrà votare la fiducia al governo, tanto “amico” da rapinare le casse comunali. Che l’anno prossimo sarà peggio. Che, nonostante la buona volontà di Saglia, Beccalossi, Moroni e Caparini, a Roma… i bresà i cönta negòta.

    Sfondamento del Patto, unico modo per non tagliare i servizi ai cittadini”. Questa è la seconda balla, perché l’intero welfare, ricco di molti servizi di qualità, che il centrosinistra ha saputo costruire e garantire ogni anno, è strutturato e quasi totalmente autofinanziato. Così pure il milione di maggior spesa in parte corrente della variazione finale, a sostegno dell’area minori. A tale proposito ricordo l’emendamento del PD del giugno 2008, volto appunto a fronteggiare una simile emergenza. Chiedevamo cinque assistenti sociali in più e maggiori contributi per le famiglie in difficoltà. Allora i soldi c’erano e si potevano spendere. Bocciato!

    Queste, invece, alcune allegre, inutili o evitabili spese della Giunta Paroli: il “calcio padano, miss padania, il festival show, il gran gala’ di scherma, che la musica sia” per ben 300.000 euro; consulente e segretaria del Vicesindaco e nuovo dirigente dei Servizi Tecnici, tutti della Lega, 160.000 euro; avvocati e condanne per il bonus bebè 47.000 euro; allestimenti natalizi 750.000 euro.

    Si poteva fare meglio? Certamente sì, bisognava essere più equilibrati. Bisognava rinunciare alla nuova, inutile, sede del Comune e monetizzare l’intervento urbanistico dei Magazzini Generali (50 milioni). Bastava rinviare ad altro anno, se proprio lo si vuol fare, il discutibile abbattimento delle torri di San Polo (17 milioni). Così come non era indispensabile ricapitalizzare Brixia Sviluppo, senza alcun piano industriale (3,5 milioni).

    Ora non ci resta che sperare non siano applicate le sanzioni previste per la violazione del Patto. Sperare che i minori dividenti previsti siano onorati, per non rischiare il dissesto. Sperare che questa normativa sia modificata o preveda rigorose deroghe. Sperare che si ravvedano. Con questa Giunta ci affidiamo alla Speranza, perché la Carità, pare proprio il caso, è sussidiaria. E la Fede … brandita con il Crocifisso

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