I bresciani presenti

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    Emanuel Piona, consigliere del Pdl in Broletto e coordinatore lombardo del suo partito, era presente in piazza Duomo domenica pomeriggio. La sua faccia immortalata immediatamente dietro a quella del Premier colpito e sanguinante è finita sui giornali di tutto il mondo. Dalle colonne di Bresciaoggi in edicola stamane il consigliere racconta gli attimi del ferimento di Berlusconi: «Sono stati attimi incredibili: mi è sembrato di vivere dentro un film, pareva surreale. Poteva andare molto peggio, confesso che per qualche attimo ho temuto per la vita del premier. Ha mostrato una forza d’animo incredibile. Personalmente non mi aspettavo tutto questo: il presidente si è messo in piedi nonostante fosse in cattive condizioni, cercava tra la folla l’autore di quel gesto così deprecabile. Un uomo d 73 anni ha dimostrato una forza d’animo notevole, basti pensare che dopo essere tornato in macchina ha invitato la scorta a guidare lentamente per non generare allarme e preoccupazione: quando poi l’ho rivisto in ospedale l’ho trovato in condizioni peggiori di quelle che sembravano essere subito dopo il colpo. Qualcosa è andato storto perchè la contestazione era davvero troppo vicina a Berlusconi: in un frangente ci siamo mossi noi del gruppo giovanile per tenere lontane le persone, ma normalmente non dovrebbe funzionare così; nella confusione non abbiamo nemmeno capito bene cosa l’avesse colpito, all’inizio ho pensato addirittura gli avessero sparato. Aizzare gli scontri è sinonimo di scarsa lungimiranza: la battaglia a Berlusconi può essere fatta sul piano politico, non su quello fisico e umano. Mi sembra si stia decisamente passando il segno».

    Anche il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini era presente; dalle colonne del Corriere della Sera: «Sono sconvolta da quanto è accaduto. Lui stava stringendo mani come sempre e l’assalitore gli ha sferrato un colpo talmente forte da farlo accasciare. C’è stato un lungo momento in cui abbiamo temuto che fosse una cosa organizzata, un attentato, Sinceramente, mi si è gelato il sangue e ho pensato che potessero averlo ammazzato, Ho tentato di avvicinarmi a lui, ma il servizio di scorta mi ha preso e portato via di peso per evitare che potesse accadere qualcosa di peggiore».

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    UN COMMENTO

    1. Checché ne dica il ministro Maroni, il servizio d\’ordine e le guardie del corpo hanno fatto acqua da ogni parte. Dopo di che, ovvio che la violenza va condannata. Però non si protegge in quel modo il capo del governo. Per fermare quel fesso bastava dargli uno spintone, invece, da quel che s\’è visto in TV, ha avuto perfino il tempo di prendere la mira.

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