Terza linea termoutilizzatore

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    La Regione Lombardia vorrebbe introdurre sostanziali modifiche alla terza linea dell’inceneritore bresciano, fino ad oggi destinato soltanto a bruciare biomasse (che poi di “bio” hanno, come si sa, ben poco), riconvertendola, con possibilità di smaltire anche rifiuti solidi urbani.

    Ma né il Comune né la Provincia di Brescia ci stanno a questa trasformazione.

    Le posizioni delle due amministrazioni coincidono perfettamente tra loro e vanno incontro all’esigenza di tutelare le priorità della nostra città. Le motivazioni del rifiuto alle richieste del Pirellone sono sicuramente più concrete che ideologiche: innanzitutto perché le altre due linee sono più che sufficienti per lo smaltimento dei rifiuti cittadini, perché una soluzione diversa sarebbe in aperta contraddizione con il principio di autosufficienza territoriale affermato dalla legge, perché la trasformazione richiesta dalla Regione comporterebbe ulteriori ingenti spese, dopo gli investimenti già sostenuti da ASM nel corso degli anni per dedicare la terza linea alle biomasse e, infine, perché questa decisione correrebbe il rischio di trasformare la nostra Città nella meta ideale dei rifiuti solidi urbani delle province lombarde che non sono ancora in grado di gestire autonomamente il proprio ciclo dei rifiuti domestici. Già in parte, le due attuali linee di RSU, bruciano rifiuti di altre province, figuriamoci cosa potrà succedere se la terza linea venisse dedicata a RSU. Con il conseguente corollario di mortificare definitivamente la già precaria raccolta differenziata.

    Per questo, come già in altri contesti evidenziato, ribadisco l’appello al Consiglio della Regione Lombardia affinché abbia un ripensamento sull’eventuale “imposizione” di un cambiamento, che porterebbe a un inevitabile contrasto con la Loggia e il Broletto e si giunga sulla questione a posizioni ragionevolmente condivise. Viceversa saremo pronti a opporci con tutti i mezzi a nostra disposizione, perché la terza linea dell’inceneritore rimanga aperta solo ed esclusivamente alle biomasse e venga salvaguardato un principio di civiltà a mio avviso fondamentale, ossia quello dell’autosufficienza territoriale; ognuno si smaltisca, come vuole, i rifiuti che produce.

    Fabio Rolfi

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    1. Un Rolfi battagliero e coerente sul tema.
      Non avendo ruoli pubblici io posso anche andare oltre e dire che sarebbe più salutare smaltire i rifiuti che si producono senza l\’utilizzo dei termo distruttori come dicono i parmensi che utilizzina anche grana e prosciutto come tesitmonial contro la diossina.

    2. Chiedere le dimissioni della Lega a Milano, mi pare un poco puerile. La posizione del vice sindaco mi pare ferma e da condividere. Certo è che se vincesse la protervia dei milanesi e la posizione di Rolfi fosse sconfitta, allora le dimmissioni le dovrà dare Lui.In tal caso però la sconfitta sarebbe di tutta la città.

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