Anche a Brescia via Craxi?

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    Letizia Moratti propone di intitolare una via milanese alla memoria di Bettino Craxi e spacca in due l’opinione pubblica. L’onda lunga della polemica arriva anche a Brescia dove, per ricordare i dieci anni dalla morte dello statista, la consigliera della Circoscrizione Centro avanza la proposta di intitolare a Craxi una sala riunioni. Dalle colonne di Bresciaoggi in edicola stamane alcuni vecchi membri del Partito Socialista Italiano intervengono sulla questione.

    Chiara Moroni non ha dubbi e appoggia in toto la proposta della Moratti, sia per il lavoro da statista svolto da Craxia sia per la persecuzione cui è stato oggetto negli ultimi anni della sua vita, capro espiatorio dei mali della politica corrotta.

    Dello stesso parere Dionigi Guindani, che tiene ad evidenziare però anche lo sciacallaggio dell’eredità politica di Craxi.

    Ettore Fermi: «Se proporre una via diventa pretesto per strumentalizzazioni perchè siamo vicini alle Regionali, allora meglio di no. Mi attendevo un’accelerazione nella elaborazione storica su Craxi e quel periodo, ma il Paese non è maturo».

    Luciano Bono una voce fuori dal coro: «Dico di no. Con Craxi un partito glorioso che neppure Mussolini riuscì a distruggere finì miseramente».

    Infine Laura Castelletti: «Se devo rispondere con un sì o con un no certo dico che ad una proposta del genere voterei sì. Ma dico anche che il discorso è più complesso. Che un conto è guardare alle scelte importanti di Craxi: l’affrancamento dal comunismo, il riformismo, l’autonomia dagli Usa, la politica dei meriti e dei bisogni. E queste sono tracce che arrivano fino ad oggi. Altra cosa è la stagione di tangentopoli sulla quale manca ancora una autentica riflessione».
    a.c.

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    1. Ritengo che la mia anima sia semplicemente socialista ma non voglio una via CRAXI nè aule pubbliche a Lui intitolate.Non è cosa e Bettino si arrabbierebbe prima di tutto con questi Figli,questuanti e patetici, che non lo valgono nemmenno in percentuale a numero telefonico; e poi con chi gli fu attorno interessatamente ed oggi rispunta dopo il tradimento.

      Le chiacchiere sono libere e belle ma non bisogna esagerare.A Bono dico che il PSI è stato distrutto non certo da Craxi ma da tutti i ladroni attorno a LUI; lui ebbe,semplicemente, il grande torto di non capire di essere definitivamente solo al comando già molto tempo prima della caduta. A Chiara Moroni non dico niente se non che il suo posto,quello che il Padre Sergio Le ha lasciato,è nella sinistra riformista e non in Forza Italia.A Guindani riconosco un impegno ricostruttivo nel Periodo in cui ci incontrammo nello SDI.Non fatico a capire la sua posizione, che comunque è al solito priva di mobilità rispetto a quella del suo mentore Ettore Fermi.
      Allo stesso Fermi ricordo il Circolo CRAXI che fondammo nel 2002 e che lui volle congelato nel cassetto del Presidente imposto, un mite avvocato siculo bresciano che ne garanti l\’immobilità politica ed operativa.Non era tempo craxiano allora come non lo è adesso.
      Ettore,in quello che gli conviene sul piano dell\’immagine,è coerente e preciso.Castelletti,poi, come al solito voterebe SI\’ ma…con qualche precisazione.Grande navigatrice,ormai lontana come sembra dal PSI di Nencini,casomai ci fosse stata vicina.

      Io infine,approfittando dello spazio di BS-NEWS ,ancor presidente del Circolo Anna Kuliscioff,che esiste ancora,anche se congelato su pochi soci che non svolgono attività pubblica ma solo storica e privata, non sono d\’accordo; e lo ripeto.La strumentalizzazione su Bettino Craxi è squallida e lo ri-uccide a dieci anni dalla sua morte;tragica e disperata.

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