Male nel 2009, si lavora per il 2010

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    Un anno difficile per l’Aeroporto, passeggeri in netto calo, ma secondo i vertici aziendali poteva andare peggio e alla fine si sono contenute le perdite, anche grazie al recupero degli ultimi due mesi.

    Il presidente dello scalo Vigilio Bettinsoli garantisce massimo impegno per l’anno che è iniziato, un 2010 nel quale si punta al raddoppio di risultati appena ottenuti: 204.010 passeggeri (quasi 260mila nel 2008, furono 400mila nel 2005) e un transito merci di 40mila tonnellate (sostanzialmente come nel corso del 2008). Certo la crisi ha pesato sul bilancio del D’Annunzio, ma non può essere un alibi visto che il calo è stato del 10,5%, solo poco di più rispetto al 9,3% del 2008, a maggior ragione se si considera che Orio al Serio è cresciuto nel 2009 del 10,4%.

    Nel 2010 Bettinsoli cercherà di attirare i passeggeri di cui l’aeroporto di Verona è "saturo", anche puntando sul rilancio del turismo vacanziero sul quale si sta investendo. Il tutto in attesa del parere dell’Enac in merito alla possibilità di sganciarsi dal Catullo, ricapitalizzare con soldi bresciani e fare un vero aeroporto.
    a.c.

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    1. Perchè la SEA controlla Linate e Malpensa, la SAVE controlla Tessera e Treviso, l\’ADR Fiumicino e Ciampino (e in futuro anche Viterbo!), la SEAP gli scali pugliesi ed invece ciò non è possibile sul Garda? Campanilismi inopportuni e fuori tempo stanno inquinando le prospettive di sviluppo di un territorio dalle infinite potenzialità. Domanda: se \"Aeroporti del Garda spa\" fosse bresciana credo che lo stesso problema ce l\’avrebbero i veronesi. Morale: prima l\’orticello sotto casa mia, poi il resto dell\’economia ( fa pure rima). Stupisce che la proverbiale lungimiranza bresciana (sic….!), alla prova dei fatti e cioè di intese di largo respiro, sappia guardare in primis a se stessa e solo molto dopo a fare sistema con altre realtà. Reclamando per se stessa la gestione del D\’Annunzio dirà addio alle alleanze con Bergamo e Verona poichè nessuno vorrà privarsi di qualcosa e nessuno avrà mai la forza di imporre anzi proporre nulla a nessuno. Mancherà la massa critica da tutte e tre le parti e ciascuno se ne andra per conto proprio facendosi la guerra. Ne guadagneranno solo Milano, Venezia e Bologna.PS:: se Brescia perdesse il ricorso al consiglio di stato, cosa succederà alla brescianità? distinti saluti. Ciro Vanni

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