90 giorni oltre la soglia

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    Meno del 2007 ma più del 2008. Si sta un po’ meno peggio che a Milano, ma siamo dietro a Bergamo. Sono stati diffusi ieri i dati dell’Arpa relativi all’inquinamento da PM10 nel corso dell’anno 2009. A Brescia i giorni si supera la soglia di sicurezza (50 microgrammi per metro cubo) sono stati 90 a fronte di un limite di 35 "raccomandato" dall’Unione Europea.

    Gli assessori Nicola Orto e Paola Vilardi presentando i dati hanno ricordato gli studi promossi dalla vecchia amministrazione, studi che dettagliano la composizione percentuale del PM10 che si respira in città e nell’hinterland. Ebbene, il traffico sarebbe responsabile del 72% delle polveri sottili dannose che si respirano, il 9% proverrebbe dal riscaldamento domestico, il 17 dalle industrie e lo 0,9% dalla produzione di energia. Andando più a fondo si copre che il 64% della quota di PM10 prodotto dal traffico è dovuto al transito veicolare nelle autostrade limitrofe alla città, il 20% alle strade extraurbane e solo l’8% alle strade urbane (quota che arriva al 26% totale se si considera solo la città senza hinterland). Orto e la Vilardi insomma mettono le mani avanti come per tutelarsi dalle eventuali critiche che gli oppositori potrebbero muovere all’amministrazione che ha riaperto le ztl e attua una politica "tollerante" rispetto alle automobili.

    Prossime iniziative messe in campo? Un osservatorio sullo smaltimento dei rifiuti, l’ampliamento del servizio di Bicimia con 60 postazione anche nell’hinterland, car-sharing (in partenza a febbraio), car-pooling per i dipendenti comunali.
    a.c. 

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    1. E cosa ci possono dire i nostri politici in merito alla diossina, al PCB, al Cesio 137 al Cloro all\’amianto e quant\’altro.
      Quali sono i dati relativi a questi agenti inquinanti.
      Quanti morti dovremo contare prima di sapere per quale motivo Brescia è al primo posto in Italia per decessi dovuti a tumori?

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