La Brambilla contro lo scialpinismo

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    Il ministro del Turismo Michela Brambilla vorrebbe varare un pacchetto di normative che vieterebbero di fatto lo scialpinismo. La proposta della Brambilla imporrebbe infatti che lo scialpinismo venga praticato solo nelle giornate considerate non pericolose ed esclusivamente in presenza di una guida. Da parte di chi le pelli di foca le usa da tempo, la reazione è stata unanimamente e decisamente contraria. Per tutti l’imposizione di divieti non rappresenta infatti la risposta giusta agli incidenti occorsi sulle montagne nel corso dell’inverno. Servono piuttosto iniziative di sensibilizzazione – rivolte ai praticanti – sulle principali norme di sicurezza e la diffusione delle attrezzature di sicurezza (arva, pala e sonda). Secondo il Corpo Nazionale di Soccorso Alpino le leggi già approvate sono sufficienti a punire chi si rende responsabile di incidenti sulla neve. Per questo Valerio Zani, presidente del Corpo, in un incontro con la Brambilla ha espresso la propria contrarietà alle sue proposte, sottolineando al contrario la necessità di educare alla sicurezza, a partire dalle scuole.

     

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