Maione si difende

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    Il polverone relativo alle spese effettuate tramite carta di credito istituzionale da sindaco e assessori in Loggia non accenna a diminuire, anzi. Il caso è finito alla ribalta pure sulle tv regionali e un chiarimento da parte dei diretti interessati ora è d’obbligo.

    Ha già preso parola il sindaco, difendendo i suoi uomini, e dalle colonne di Bresciaoggi in edicola stamane ci prova anche l’assessore ai Servizi Sociali Giorgio Maione, colui che ha spese la cifra più alta pari a 8.793 euro: «Sono sereno. Solo infastidito da chi vuol calpestare la dignità delle persone sollevando polveroni inesistenti. Fornendo anche dati che non sono esatti. Si dice che non ci sono le relazioni che giustificano le spese fatte: bastava che gli uffici mi facessero presente sin dall’inizio che ogni spesa andava seguita da una relazione e l’avrei fatta. Certo, oggi ricostruire il tutto è più difficile, ma vedrò di farlo. Quello dei Servizi sociali è un assessorato di relazioni. Gli incontri che deve fare sono molti e spesso coinvolgono associazioni, gente che opera con il volontariato. Realtà disparate e desiderose di confronto. Non posso certo pagare io ogni volta. Peraltro si favoleggia sui lauti stipendi degli assessori, ma si sappia che ricevo 1.900 euro e mi capita di lavorare anche in orari impossibili. Lo sanno anche gli operatori che mi hanno visto piombare nelle loro strutture in orari serali, a controllare la situazione dei dormitori. I chiarimenti arriveranno. Lo ripeto: sono sereno».

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    UN COMMENTO

    1. anche tu, credo, hai esercitato una libera professione… io da libero professionista gli orari impossibili li ho garantiti ma 1.900 euro no!

    2. In casa del buon senso, nel fornire una carta di credito ad un qualsiasi \"dipendente\",si stabilisce la somma massima da utilizzare e lo scopo d\’utilizzo.Dovrebbe allora esistere,in Amministrazione, un documento di consegna con regola di utilizzo.Con almeno due firme:chi ha dato la carta e chi l\’ha ricevuta.Se,la carta prevedeva un plafond di spesa non vedo cosa si possa imputare a chi la utilizzata se non qualche superflua osservazione di spesa del totale fatta in un mese o in 12 mesi.Suvvia siamo seri! Tocca o no un rimborso di rappresentanza agli Assessori? Se questo è loro dovuto cosa stiamo a sindacare?… e a curiosare sulle cifre?.Se l\’organizzazione,del tutto, è corretta,con cifre ben determinate,e nessun ha sforato la cifra attribuitagli ,gli assessori,anche se non apprezzo la loro linea politica,sono esenti da qualsia critica moraleggiante;…e non sbaglio!
      IO critico l\’atto di distribuire carte di credito e NOI, tutti, siamo sicuri che non vi siano scleletri negli armadi per nessuno dei nostri vecchi,ed amati,poi spariti, amministratori?

    3. Anch\’io con 750 euro da cassintegrato faccio fatica … a tirare insieme pranzo e cena. Tu hai solo il problema delle cene.

    4. Penso che nessun dipendente pubblico ne tanto meno cittadini che assumono cariche temporanee quali comunque sono tutti i politici dal presidente del comsiglio in giù possano avere in tasca carte di credito che permettano di spendere denaro della comuntà. Le spese di rappresntanza credo sia giusto vadano autorizzate preventivamente non giustiicate a posteriori.

    5. Io invece penso che se mi danno una carta di credito per spese COMUNALI relative alla mia attività, SAREI OBBLIGATO a giustificare le spese con PEZZE CARTACEE a riprova del mio serio utilizzo della stessa.
      Un DIVERSO USO DELLA CARTA DI CREDITO, per esempio cene personali E\’ PECULATO.
      Lorsignori, SEMBRA siano andati a cena usando i soldi del comune.
      Ricordo che quei soldi provengono dalle tasse dei cittadini bresciani
      INCLUSI gli extracomunitari regolari a cui quei signori avevano NEGATO il bonus Bebè.
      Aricomplimentoni.

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