In Regione troppi intrecci di potere

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    Arturo Squassina ha iniziato la sua militanza politica nella sinistra a 17 anni. Iscritto alla Cgil, è segretario cittadino dei Democratici di Sinistra e dal 2003 è consigliere comunale a Brescia. E’ stato eletto nella direzione regionale e nel collegio nazionale dei Ds. Nel 2005 è stato eletto consigliere regionale per la lista "Uniti nell’Ulivo" nella circoscrizione di Brescia.


    A poche settimane dal voto ancora non si sa cosa succederà alla lista del Pdl in Lazio, mentre in Lombardia il Tar ha riammesso la lista di Formigoni. Che idea si è fatta di quello che sta succedendo?


    E’ una situazione kafkiana per il centro destra che ha “bucato gli aspetti legali e burocratici nella presentazione delle liste a causa di conflitti interni. Tutto risponde ad una logica napoleonica che tutto permette e dove non esistono regole. Mi chiedo se fosse accaduto il contrario, ossia se fosse stato il centro sinistra a sbagliare ci troveremmo nella medesima situazione?


    E’ di poche ore la notizia che Berlusconi intende scendere in piazza per protestare, a suo dire, contro chi minaccia la democrazia?


    Scende in piazza contro se stesso e a favore dei suoi generali. In Lazio esistono una serie di liste che appoggiano la Polverini, quindi la candidata si può presentare, rimarrebbe fuori solo il Pdl con le ambizioni dei suoi consiglieri. Inoltre l’ipotesi di rinviare e riaprire i termini costituirebbe un precedente pericoloso da punto di vista della correttezza democratica.


    Lei si presenta per il secondo mandato al Pirellone. Che bilancio traccia dei suoi primi cinque anni in Regione?


    Il problema più grosso, anche alla luce del nuovo Statuto e del relativo Regolamento, è il ritorno alla centralità dell’organo assembleare e la valorizzazione delle Commissioni che nella scorsa legislatura non hanno pesato come dovrebbero. La Regione che ha una funzione sostanzialmente di programmazione dovrebbe porsi come interlocutore vero degli altri Enti Locali e dei cittadini. Sarebbe un modo per spostare anche in periferia le decisioni che la riguardano da vicino.


    Su quali temi?


    Su tutti: dalle cave alle discariche per evitare ciò che è successo per esempio per il Piano rifiuti approvato in Broletto è bocciato in Regione.


    Rimanendo appunto nei temi di competenza della Regione e che interessano la provincia di Brescia che cosa ne pensa della mancata approvazione del Piano d’area?


    In base ad una legge specifica i Piani li decide la Giunta, non vanno nemmeno in Commissione. Su questo tema si stanno scontando le conseguenze date dall’intreccio di poteri che regna da tempo al Pirellone.


    E relativamente all’aeroporto di Montichiari cosa pensa dovrebbe fare la Regione per sciogliere la querelle tra Verona e Brescia?


    Non si possono affrontare i singoli casi, ma temi di questo genere vanno valutati nell’ottica di una strategia d’insieme. Innanzitutto chiarire il ruolo di Malpensa nel rapporto con Linate e verificare lo sviluppo dell’aeroporto di Bergamo, poi tracciare un piano serio per il trasporto delle merci e dei passeggeri con una programmazione. Non possono essere argomenti da campagna elettorale.


    A proposito di infrastrutture quale il destino di Brebemi, Tav e Pedemontana?


    Si continuano a fare inaugurazioni, ma prima di tutto andrebbero verificate le reali disponibilità economiche e quindi stabilite le priorità. La realizzazione della Pedemontana eliminerebbe un bel po’ di traffico su Milano, ma sarebbe utile con la realizzazione anche della tangenziale. Non sono per i no sempre, ma per dei si condizionati. Formigoni ha detto tanti si, ma solo per proseguire a garantire il proprio sistema di potere.


    In quali ambiti Roberto Formigoni si sarebbe costruito questa roccaforte di potere?


    Tutti. Basta considerare la sanità dove le modalità di approccio da parte della Giunta cambiano e a secondo che si tratti di strutture pubbliche o private. Se il privato investe in questo settore significa che esistono possibilità di business. Se la Lombardia preferisce ospedalizzare piuttosto che creare presidi sul territorio o delegare al pubblico certe patologie per riservarne altre al privato significa che esistono interessi economici cui rispondere.


    Ma i pazienti vengono da tutta Italia per farsi curare nelle strutture lombarde considerate eccellenti…


    Beh lo scandalo al Santa Rita ricorda che la sanità lombarda non è solo eccellenza, ma il problema è che spesso di fronte a vicende come questa sono mancati i controlli sia prima che dopo. Ma lo stesso meccanismo che garantisce quel sistema di potere esiste anche in ambito imprenditoriale basti pensare che, pur in assenza di un qualsiasi piano industriale, la Regione ha emesso alcuni bandi che sono fermi ed altri esauriti nel giro di 24 ore. Sono gli stessi imprenditori a denunciare tale situazione durante le audizioni cui ho partecipato. Sono proprio gli imprenditori a evidenziare la burocrazia e la mancanza di trasparenza quali problemi principali che scontano quando si rivolgono alla Regione.

    Recentemente lei ha denunciato ai media locali anche la differenza di trattamento tra scuola pubblica e privata.


    La Regione garantisce ogni anno 50 milioni di euro per la scuola e il 98 per cento finisce nella privata e i relativi finanziamenti sono finiti per il 60 per cento alle famiglie con reddito medio alto. Pensi che per ottenere dei finanziamenti i cittadini devono esibire solo un autocertificazione sul proprio reddito e per l’ottenimento del relativo contributo non si tiene conto dei beni mobili o immobili del richiedente.


    Che significato attribuisce alla sua ricandidatura


    Credo sia stata riconosciuta la mia sensibilità politica la capacità di difendere gli interessi del mondo del lavoro anche provinciale. Rimango dell’idea che anche in Regione vadano difese le classi sociali più deboli.


    Federica Papetti

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    1. Onore al merito a un consigliere regionale come Arturo Squassina che ha svolto il suo ruolo con trasparenza, impegno e costanza. Una persona che non ha dimenticato di essere in Regione per lavorare in Commissione e in Consiglio Regionale, portando le istanze e le sensibilità dei nostri territori.
      L\’esempio di cave e discariche ne è la dimostrazione.
      Non si contano le interpellanze e gli interventi di Squassina sulla gestione scandalosa di questo settore da parte della Regione Lombardia. Siamo in una Regione moderna e all\’avanguardia secondo voi se viene fatto gestire un piano cave provinciale a un assessore regionale direttamente o indirettamente coinvolto con la propria ditta di famiglia nelle volumetrie assegnate dal piano?
      Prego i cittadini di rivedersi cosa è successo sul piano cave provinciale di Bergamo.
      Un grosso in bocca al lupo a Arturo Squassina per la campagna elettorale.

    2. Perchè nella biografia non è scritto che Squassina quando i DS avevano deciso di costruire il Pd era andato con Sinistra e Libertà ed è entrato nel Pd pochi mesi fa?

    3. Ognuno è libero di avere le sue perplessità e titubanze sulla formazione di nuovi soggetti politici.
      Ma queste conversioni sulla via di Damasco del rinnovo elettorale lasciano molto perplessi.

    4. conosco arturo da anni non è proprio la persona che fa calcoli e men che meno attaccata alla sedia, basta vedere il tipo di vita che conduce

    5. non fa calcoli…prima sputa pd alla sua costituzione….poi quando capisce che non ha alternative quando finisce il mandato torna indietro…la persona piu\’ coerente del mondo!!

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