24 giugno: Paroli dal giudice

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    In base a una sentenza della Corte di Giustizia Europea il cittadino che vive in una zona inquinata che può provocare danni alla sua salute può chiedere al proprio sindaco l’applicazione di un piano di contrasto. E’ ciò che hanno chiesto a Paroli diversi cittadini che, da mesi, si battono contro l’apertura delle ZTL, contro l’eliminazione delle corsie dedicate ai bus e contro il Piano-Sosta. Siccome, da mesi, non ottengono risposte, né azioni concrete, da Paroli i cittadini si sono rivolti al Tribunale di Brescia intentando una causa civile. C’è già la data per la prima udienza: 24 giugno.

    Sono 16 in tutto i firmatari della causa, tutti vicini a Legambiente e all’associazione Vivicentro; saranno seguiti dall’avvocato Pietro Garbarino.

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    1. Potrebbe sembrare una class action ma non è così;l\’Avv. Garbarino dovrebbe riuscire a dimostrare,con dati statisticamente certi,il danno alla salute,di almeno uno tra i sedici querelanti.Negli Stati Stati Uniti basterebbe,se il Giudice ne convenisse, a rovinare un qualsiasi Sindaco o Governatore,responsabile non solo oggettivo di tali situazioni di \"rischio ambientale\".In casa nostra bresciana,e chi la propria casa la conosce da almeno cinquant\’anni,spettatore di scempi ambientali che vengono alla luce ancor oggi ,uno dopo l\’altro,da Fiumicello a Buffalora,dalle Valli alla Bassa,lo sa, non sono certo le ZTL chiuse il toccasana per l\’aria ed il terreno infetto che ci rovinano la vita.
      L\’industra bresciana,oltre che asfaltare la sua storia scomoda,ha a sotterrato,silenziosamente, una miscela distruttiva di oli,minerali e porcherie varie.Basta scavare amici miei;oppur fotografare da un elicottero il territorio con raggi ad hoc, ed osservar lebbra inquinante per la povera, e ricca!, Lombardia. Siamo curiosi di osservar l\’attacco al Palazzo del vecchio Drago Garbarino ma siamo convinti che le sue oneste carte siano troppo poche per un problema ormai incancrenito da parecchio tempo.

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