Falsi poliziotti, arresto vero

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    Un modo per cercare di fare soldi, purtroppo (per loro) perseguibile penalmente.

    Due individui residenti nel milanese erano nei giorni scorsi in trasferta "di lavoro" a Brescia. Hanno sfogliato i giornali locali in cerca di annunci di signorine a pagamento, hanno scelto un nome a caso e hanno fissato un appuntamento telefonico spacciandosi per poliziotti che dovevano fare dei controlli. Giunti a casa della ragazza le mostrano i distintivi falsi e perquisiscono l’abitazione. Non trovano denaro ma dicono di voler prelevare il pc portatile per eseguire degli accertamenti. Salutano e fanno per andarsene ma a questo punto entrano in gioco i poliziotti veri e li arrestano.

    Grazie ai sospetti della ragazza oggetto della perquisizione finiscono così in manette Giuseppe Emanuele, 47 anni, e Salvatore Indrieri, 40 anni, entrambe domiciliati a Rho. Bloccata anche Emanuela Marangoni, 46enne di origine bresciana anch’ella residente nel milanese, complice dei due visto che faceva il palo aspettandoli in macchina sotto la palazzina di via San Zeno. Nemmeno lei si è accorta che nella stessa palazzina, in attesa dei falsi agenti, c’erano poliziotti veri, appostati nell’appartamento adiacente della vittima per ascoltare e avere le prove della truffa.

    I due arrestati pare avessero messo in atto il giochetto già altre volte visto che avevano in auto (presa in leasing e mai pagata) il cellulare di un’altra prostituta.
    a.c.

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