In ostaggio di un albanese per due ore

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    Una vicenda alquanto contorta. Due anni fa un artigiano albanese, Timoteo Arapi di 26 anni, ha chiesto ad un’agenzia un mutuo. Dopo avere versato 2.700 euro per la pratica l’erogazione del mutuo non è andata a buon fine perché il rogito non è stato effettuato in tempo. Dopo un po’ di mesi il secondo tentativo, sempre con la stessa agenzia (che ha abbuonato le spese di istruttoria), sempre andato a vuoto. Poche settimane fa l’albanese è riuscito ad ottenere il denaro ma da un’altro istituto, faccenda che lo fa sospettare di essere stato truffato dalla prima agenzia. Si rivolge dunque ad uno dei due soci, chiedendo la restituzione del denaro pena lo scioglimento nell’acido. Il titolare, letteralmente sequestrato per oltre due ore, chiama così la collega e socia nella sua agenzia di Lonato chiedendole di avere il denaro. Lei, impaurita, si rivolge alla polizia che organizza la trappola e si dirige a Palazzolo. Lì sotto l’occhio degli agenti avviene il passaggio di denaro e il conseguente arresto, a dir la verità un po’ difficoltoso visto che i poliziotti hanno dovuto sparare in aria due colpi per impedire la fuga dell’albanese.
    a.c.

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