Parla il dirigente provinciale

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    Dopo la diffusione della notizia relativa ai fatti che si sarebbero verificati in una scuola media di Salò, notizia che ha fatto il giro dell’Italia finendo nei Tg delle 20 e su tutti i giornali, parla il dirigente scolastico provinciale, la signora Mariarosa Raimondi.

    Dalle colonne di Bresciaoggi il dirigente sottolinea la gravità dei fatti ma anche tiene le distanze da eventuali critiche generalizzate nei confronti della scuola pubblica: «Siamo in attesa che vengano condotti tutti gli accertamenti del caso, affinchè i fatti siano valutati nella loro reale portata, e questo spetta rigorosamente alla magistraturae alle autorità giudiziarie competenti. Certamente, come scuola, qualora fossero accertati i fatti nella loro gravità, una gravità che non richiede commenti, allora provvederemo con rigore e serietà nei confronti di chiunque abbia qualche responsabilità in questo episodio.
    Credo che sia doveroso sottolineare che il fatto in sè è molto grave, su questo non ci sono dubbi, ma non possiamo pensare che episodi isolati del genere siano la normalità, o corrispondano all’andamento ordinario delle cose. Certo, al contrario, davanti a notizie simili non dobbiamo nemmeno chiudere occhi e orecchie, chiamarci fuori per non vedere, non sentire, e fingere che non sia successo nulla. Anche questo tipo di approccio sarebbe un errore enorme».
    In quanto adulti, genitori, educatori, addetti ai lavori ma non solo, questo grave episodio deve spingerci a riflettere: riflettere sui valori che i nostri ragazzi, ogni giorno come in determinati momenti, possono assorbire e immagazzinare. Messaggi mediatici e sociali che, spesso, non passano dal filtro della valutazione e vengono fatti propri dai giovanissimi nella convinzione siano legittimi: ma il punto è che non tutto quello che è possibile, è lecito. E’ questo che dobbiamo tornare a trasmettere ai più piccoli: che non tutto ciò che si può fare, è ammissibile.
    Compete all’autorità giudiziaria, e alle forze dell’ordine designate, definire con precisione i contorni di questa vicenda: dove necessario, la scuola provvederà ad emanare tutti i provvedimenti del caso». 

    I fatti: secondo quanto trapelato due ragazzini (che pare, ma non è confermato, avessero già messo in atto episodi di bullismo a scuola) avrebbero costretto una loro coetanea ad avere un rapporto orale, sfruttando la complicità di alcuni compagni di classe che avrebbero fatto da schermo nei confronti dell’insegnante, presente in classe e impegnata a condurre un’interrogazione. La ragazzina non ha mai raccontato nulla a casa, fino al giorno in cui, trapelata la notizia a scuola, sarebbe stata sospesa assieme ai due ragazzi. Un provvedimento disciplinare avrebbe colpito anche l’insegnante che però si sarebbe difesa dicendo di essere stata concentrata sull’interrogazione in corso.
    a.c.

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