Benefattore risolve la questione-mensa

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    Un gesto così fa notizia. Fa notizia perché sono sempre più rari i "benefattori" come ce n’erano un tempo, persone che senza alcun secondo fine mettono a disposizione denaro guadagnato con il proprio lavoro. Fa notizia per la modalità in cui si è svolta la faccenda, fa notizia per come la questione è venuta a galla: prima la comunicazione ufficiale da parte del comune («L’Amministrazione è contenta di aver risolto il problema senza impegnare soldi pubblici. Faremo il possibile affinché la situazione non si ripeta. L’intera vicenda è stata strumentalizzata, creando una contrapposizione tra italiani e stranieri. Ci auguriamo che questo serva di lezione, affinché non accada mai più»), poi su internet spunta la scannerizzazione di un fax che è la lettera spedita dall’anonimo benefattore a Graziella Paganotti, responsabile della mensa di Adro da 24 anni.

    Riportiamo uno stralcio della lettera, davvero toccante, il cui testo completo è facilmente rintracciabile in internet:
    «Alle regionali ho votato Formigoni ma non mi ritrovo in queste scelte del centrodestra. So che fra le 40 famiglie morose ci sono di furbetti che ne approfittano, ma di furbi ne conosco molti. Alcuni sono milionari e vogliono anche fare la morale agli altri. In questo caso, nel dubbio, sto con i primi. Agli immigrati chiedo il rispetto dei nostri costumi e delle nostre leggi, ma lo chiedo con fermezza ed educazione cercando di essere il primo a rispettarle. E tirare in ballo i bambini non è compreso nell’educazione. Ho sempre la preoccupazione di essere come quel signori che seduti in un bel ristorante se la prendono con gli extracomunitari. Peccato che la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo cucinato da un egiziano. Dimenticavo, la mamma è a casa assistita da un’ucraina.
    Vedo una crescente insofferenza verso chi ha di meno. Mi vergogno che proprio il mio paese sposti progressivamente l’asticella dell’intolleranza, prima con la taglia sui clandestini, poi con il rifiuto del sostegno agli affitti, ora con il caso mensa. Ma dove sono i miei sacerdoti? Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo? Vorrei sentirli urlare, scuotere l’animo della gente, ricordarci i valori. Ma dov’è il segretario del partito per cui ho votato e che si vuole chiamare partito dell’amore? Ma dove sono i miei compaesani che non si domandano dove, come e quanti soldi spende il Comune per non trovare i fondi per la mensa ? E quanto rendono o quanto potrebbero rendere gli oneri dei 30 mila metri cubi del laghetto Sala? E i 50 mila metri della nuova area verde sopra il santuario chi li paga? Fra i 40 bambini che hanno ricevuto la lettera di sospensione dalla mensa sono certo che qualcuno diventerà insegnante, medico, imprenditore o infermiere e il suo solo rispetto varrà la spesa. Ne sono certo perché questi studieranno mentre i nostri figli saranno impegnati a bearsi con i valori del Grande fratello e della disco. II mio gesto è simbolico ma mi basta sapere che per i miei amministratori, per i miei compaesani e molto di più per quei bambini sia chiaro che io non ci sto e non sono solo».
    a.c.

     

     

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