Dal pulpito critiche al benefattore

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    Adro. Vicenda infinita quella della mensa del piccolo comune franciacortino. Il sindaco che annuncia di non voler più distribuire i pasti ai bambini le cui famiglie non pagano la mensa (seppur perchè in difficoltà economica); il gesto del benefattore "anonimo" che ripiana tutti i debiti e paga i buoni delle famiglie in difficoltà sino a fine anno; le famiglie che hanno sempre pagato la mensa che protestano e "pretendono" che tutti paghino allo stesso modo; l’uscita allo scoperto di Oscar Lancini, benefattore misterioso, che viene intervistato su tutti i giornali. Ed ora entra in gioco anche la parrochhia di Adro, con il parroco Gianmaria Fattorini che dal pulpito ricorda che la carità deve essere anonima, disinteressata. Un modo per ribattere alle accuse di indifferenza mosse da Lancini alla chiesa del suo comune. E il parroco durante la messa legge un documento condiviso da tutto il clero adrense, documento in cui si dice che da anni la parrocchia porta avanti iniziative caritatevoli, in silenzio, grazie alla generosità dei parrocchiani. Una critica piuttosto forte.

    Diverse le parole usate invece dal periodico della curia bresciana La Voce del Popolo che ha espressamente elogiato l’operato del benefattore, sicuramente disinteressato alla ribalta mediatica che ha scatenato, desideroso solo di aiutare i bambini.

    Leggi qui l’abstract dal sito de La Voce del Popolo.

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    1. Mah, premetto che sono un cattolico e \"praticante\" (anche se questo aggettivo lo trovo sempre assurdo), ho letto la lettera del Sig. Lancini e sinceramente rimango un po\’ disorientato dalla risposta del clero adrense; sono d\’accordo che la carità debba essere anonima e disinteressata ma la questione è un\’altra! Alcuni nostri sacerdoti, nostri pastori, dovrebbero aiutare il proprio gregge a darsi una svegliata quando alcuni costumi o stili di vita iniziano ad andare contro quelli dettati dal Vangelo (e non limitarsi ad esternare, giustamente, quando sul piatto ci sono altre problematiche tipo pacs, divorzio etc), dovrebbero ricordare sempre ad alta voce anche a chi esercita temporaneamente poteri terreni, soprattutto se cristiano, che il prossimo (non parliamo neppure di bambini!)deve essere amato. Credo che sia questo che il Sig. Lancini volesse che si \"gridasse\" e non tanto che la sua Parrocchia rendesse note le proprie opere caritatevoli.

    2. Il parroco di Adro avrebbe fatto meglio a leggere la lettera del signor Lancini benefattore e non l\’insipido documento condiviso del clero adrense.

    3. Se non ricordo male è stato il vescovo di Vienna ad affermare di recente che oggi c\’è troppa Chiesa e poco Gesù. Forse la sfida che hanno davanti i cattolici in questa fase storica è proprio quella di essere capaci di ritrovare Gesù e di mettere un poco da parte la Chiesa intesa come calcolo politico. Di sicuro è più vicino a Gesù il benefattore di Adro che non il clero adrense.

    4. io penso che piuttosto di criticare il benefattore di Adro, il parrocco avrebbe dovuto gridare la sua indignaizone verso le disuguaglianze sociali dal pulpito. Pessima figura!

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