Urban Center: d’accordo anche Vilardi

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Laura Castelletti
Laura Castelletti

Laura Castelletti, già presidente del consiglio comunale, oggi siede in Loggia tra i banchi dell’opposizione con l’omonima lista e di recente è intervenuta su “Città e Dintorni” con un articolo che riprende la proposta di un “Urban Center” anche per Brescia.

Dopo due anni all’opposizione che idea si è fatta della città?

Credo che continui a mancare un disegno complessivo e che si prosegua con operazioni dettate dallo stimolo dei privati, ma è assente una logica capace di gettare lo sguardo al futuro. Basti pensare a progetti come via Sostegno, via Milano o la cittadella dello sport, operazione per la quale nessun documento è pervenuto in Commissione o in Consiglio Comunale.

Intende dire che non ne avete mai discusso?

Ne sono venuta a conoscenza dai giornali, ma procedendo in questo modo il Pgt viene svuotato del suo significato e s’incrementa il consumo del territorio.

Sono, però, partiti i focus previsti dalla legge, compreso quello sulla progettazione del territorio. A suo parere sono partecipati?

Sono partecipati soprattutto dagli stakeolder, ma non è stata messa in campo la pubblicizzazione che tali focus comporterebbero. All’inizio sembrava che la Giunta avesse subito un dovere imposto per legge, poi si è verificata un’inversione di tendenza tanto che si ritorna a parlare anche di “Urban Center”. Su questo tema mi sono incontrata più volte con l’assessore Vilardi che condivide con me l’utilità e la fattibilità del progetto.

Ma che cos’è in concreto un “Urban Center”?

Io lo immagino come un luogo fisico, ma anche virtuale dove possano trovare spazio idee, proposte, dibattiti e convegni che consentano alla cittadinanza, ma anche alle Istituzioni di partecipare alla definizione della città del futuro. Giusto per fare un esempio: è dai tempi del Piano Secchi che non viene realizzata una mostra sullo sviluppo della città, un evento del genere permetterebbe una presa di coscienza dei cambiamenti che si sono succeduti nel  tempo, delle trasformazioni urbanistiche. Immagino l’”Urban Center” come un luogo di proposta non necessariamente legato all’Amministrazione, ma con una maggiore autonomia, in stretto rapporto con l’Università per favorire innovazione e formazione.

In Italia esistono altre esperienza del genere?

A Bologna dove effettivamente è in stretta connessione con l’Amministrazione e funziona un po’ come un Urp. Ma a Torino è molto autonomo e coinvolge l’Università. Per la sua collocazione con l’assessore stiamo pensando all’utilizzo di contenitori vuoti in capo al Comune.

A proposito di Comune. Lei ha votato contro la realizzazione della sede unica nell’area degli ex Magazzini Generali, perché?

Non la ritengo una priorità in un momento di profonda crisi economica e anche alla luce delle possibilità offerte dalla rete che consente di mantenere comunque collegati gli uffici. Inoltre, per mantenere i costi bassi, che ci sono e non come sostiene la Giunta si tratta di un operazione a costo zero, hanno dovuto cedere volumetrie. Per non parlare dell’assenza di una fermata della metropolitana che rende discutibile quella sede e ancora dell’ulteriore colpo inferto al centro storico.

Un ultima domanda. Lei gestisce un blog molto frequentato perché tanto impegno nell’investire nelle nuove tecnologie?

Le nuove tecnologie forniscono la possibilità di raggiungere in modo diretto e trasparente una fetta di pubblico, soprattutto giovani,  a loro volta in grado di contribuire al dibattito. Molti incontri in rete sono diventati reali e ho conosciuto persone interessanti, capaci e intelligenti. Dagli interventi sul blog, spesso, provengono spunti di riflessione o segnalazioni di notizie.

Che ne è stato del progetto partito  proprio da facebook con Francesco Onofri per la copertura di una rete WI-FI in città?

Dopo la votazione all’unanimità del progetto da parte del Consiglio posso anticipare che da febbraio ci saranno in città ben dieci postazioni per la connessione gratis ad Internet.

Federica Papetti

 

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  1. \"Io lo immagino come un luogo fisico, ma anche virtuale dove possano trovare spazio idee, proposte, dibattiti e convegni che consentano alla cittadinanza, ma anche alle Istituzioni di partecipare alla definizione della città del futuro. Giusto per fare un esempio: è dai tempi del Piano Secchi che non viene realizzata una mostra sullo sviluppo della città, un evento del genere permetterebbe una presa di coscienza dei cambiamenti che si sono succeduti nel tempo, delle trasformazioni urbanistiche. Immagino l’”Urban Center” come un luogo di proposta non necessariamnete legato all’Amministrazione, ma con una maggiore autonomia, in stretto rapporto con l’Università per favorire innovazione e formazione\",

    CHI DI VOI HA CAPITO COSA E\’ DAVVERO UN URBAN CENTER E SOPRATTUTTO A COSA SERVE ALZI LA MANO….

  2. Io ho capito benissimo e la trovo una bella idea, sarebbe carino farla in qualche palazzo tipo l\’ex Tribunale o la Corte d\’Appello.
    Brava Castelletti

  3. per fortuna che esiste quel gran genio della castelletti…brava a fare tutto….
    s\’abbasse un attimo dal piedistallo, la gente mica ha bisogno delle sue elucubrazioni….

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