La situazione a Brescia e provincia

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    Corrado Ghirardelli, impegnato in politica dal 1985, assessore provinciale del Pdl con svariate deleghe (Innovazione e tecnologie, Sistemi informativi, e-Government, Trasporto pubblico locale, metropolitana e polo logistico, Gestione e organizzazione grandi infrastrutture trasportistiche, Ufficio navigazione, Cartografia e G.I.S) è nato nel 1962, vive a Darfo Boario Terme e ha due figli.

    Assessore, la provincia viaggia a 3 velocità: zone coperte da fibra ottica con rete veloce fino a 20 Mbit/sec; zone con i classici 7 Mbit/sec; sacche di comuni (nella Bassa, in alcune aree delle valli) ancora prive del servizio ADSL. Cosa si sta facendo per migliorare la situazione?

    La Provincia si è attivata da tempo per aderire al progetto ministeriale di Infratel, una società del Ministero che installerà sul territorio nazionale nuove centrali che porteranno la rete veloce dove ancora non c’è. Se l’obiettivo del Ministero è quello di coprire il territorio nazionale entro fine 2011, il mio è quello di coprire la provincia entro fine 2010. Le nuove centrali (che in alcuni casi serviranno più comuni limitrofi) verranno installate a Lograto, Castrezzato, Isorella, Ome, Castelcovati, Marcheno, Trenzano, Gambara, Pavone Mella, San Felice del Benaco, Brione, Pozzolengo, Serle, Bagolino, Casto, Temu, Comezzano- Cizzago, Bassano bresciano, Collio, Caino, Leno, Lodrino, Acquafredda, Valvestino e Capovalle. Tramite le nuove centrali verrà coperto pressoché tutto il territorio.
    Su un altro fronte è aperto il dialogo con la Regione che per la banda larga cosiddetta di terza generazione ha in programma un investimento di 1,5 miliardi di euro.

    Investirà anche su Brescia?
    Brescia e l’hinterland non ne rimarranno fuori. Oltre al Ministero e alla Regione la Provincia guarda anche ai soggetti privati, ai quali chiede di investire per i tratti di loro competenza.

    In Italia, rispetto ad altri paesi, ci sono pochissime reti wireless gratuite. I turisti stranieri ormai viaggiano cercando luoghi coperti dal wi-fi. In una provincia ad alta vocazione turistica come la nostra sarebbe strategico coprire vaste zone con il wi-fi (si pensi al Garda): ci arriveremo? Quando?
    Sfonda una porta aperta, ho sempre spinto in questa direzione, da anni mi sono attivato ma si incontrano due problemi: il primo di natura esclusivamente economica e il secondo di natura normativa. Se il problema economico è possibile da superare, seppur non troppo agevolmente, molto più complesso è il problema normativo. In Italia esiste una legge che prevede che ogni accesso alla Rete sia tracciato e si possa in ogni istante risalire a chi era connesso. Capisce che questo limita fortemente lo sviluppo delle reti libere e gratuite. Ciò non è impossibile in aeroporti, hotel, strutture fieristiche, dove gli accessi sono in qualche modo sotto controllo, molto più difficile altrove, se non previa registrazione e rilascio di credenziali. La tecnologia c’è già, bisognerebbe poterla attivare. A livello sperimentale abbiamo installato due hot-spot, e funzionano. Intervenire potrebbe essere più facile per gli enti come i comuni: da tempo cerco un interlocutore nel Comune di Brescia, che potrebbe attivare facilmente la sperimentazione nei propri parchi. Purtroppo la Loggia pare si stia muovendo contattando altri soggetti, non con la provincia, e questo non lo trovo molto positivo.

    La Regione ha investito tantissimo sulla Carta Regionale dei Servizi. Nella nostra provincia come viene utilizzata? Come verranno sviluppati i servizi accessibili tramite CRS?
    Nella nostra provincia la CRS si usa quotidianamente in biblioteca, negli ospedali e in farmacia; dall’autunno sarà possibile utilizzarla anche per tanti servizi comunali (cambio di indirizzo, cambio di residenza sui libretti di circolazione e sulle patenti, certificati anagrafici, certificato di stato di famiglia, certificato di residenza, iscrizione all’Albo per i presidenti di seggio e per gli scrutatori, attivazione di servizi per target specifici di utenza, come i cacciatori, etc.).
    Allo stesso tempo è uno strumento utile per chi lavora nella pubblica amministrazione, facilita il lavoro e abbatte i tempi. Il CST, Centro Servizi Territoriale, collabora quotidianamente con circa 190 enti in tutta la provincia. Purtroppo in merito alla CRS la Regione si muove in ordine sparso, ad esempio non invita la Provincia, ma i comuni, agli incontri tecnici.

    Quali sono i progetti concreti che intende portare a termine entro i prossimi anni di mandato?
    Innanzitutto portare la banda larga; implementare l’interconnessione tra gli uffici, erogare servizi che rendano meno complicata la vita ai cittadini e facciano risparmiare tempo (firma digitale, catasto, georefertazione, acquisti on-line, ecc). Le idee in cantiere sono tante.

    Ci sono le risorse per attuarle?
    Voglio ricordare una cosa: per ogni euro speso nell’innovazione tecnologica e informatica si ha un ritorno di un euro e mezzo sul pil nazionale. Le infrastrutture non sono solo strade, ponti e ferrovie, ma anche altro. Tanti si riempiono la bocca con tecnologia e informatica, ma i soldi sul tavolo sono sempre troppo pochi.
    a.c.

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    4 COMMENTI

    1. è veramente scandaloso che a Brescia non tutti i comuni siano coperti da adsl. scandaloso. provate a dover spedire un progetto da 5 mega byte con il modem 56k… e poi si parla di competitività delle aziende…

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