In appello chiesta conferma della pena

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    Il Procuratore Generale Domenico Chiaro ha chiesto per l’imputato Don Marco Baresi la conferma della pena inflitta in primo grado: 7 anni e 6 mesi di carcere.

    Il processo d’appello in corso per i presunti fatti contestati al giovane parroco, violenza sessuale ai danni di un minorenne che frequentava la scuola di Don Marco e detenzione di materiale pedo-pornografico, è giunto ormai alle fasi finali, non senza alcuni colpi di scena. Per la prima volta dall’inizio della vicenda infatti ha deposto in aula una donna che ha dichiarato che la sera del 28 aprile 2007 don Marco si trovava da lei a cena, e proprio nell’orario in cui il suo personal computer era connesso a Messenger (un programma di chat) alle 20.37 e alle 21.39. Questo fatto dimostrerebbe che il pc del parroco era utilizzato, a sua insaputa, anche da altre persone. Il perito incaricato dai giudici però ha dichiarato che i file pedo-pornografici da scaricare sono stati "chiesti" alla rete di condivisione e-mule alle 12.30, ben prima della cena.

    Già domani potrebbe essere emessa la sentenza.
    a.c. 

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