Girelli: Serve strategia comune

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    GianAntonio Girelli, consigliere regionale del Pd, ha esordito con un paragone
    efficace oggi, martedì 29 giugno 2010, a Malpensa, durante la seduta del Consiglio
    regionale straordinario: "Non so quanti stamane abbiano usufruito del bus navetta
    organizzato dalla Presidenza del Consiglio per giungere fino qui – ha esordito -.
    Credo però che quell’autobus rischi seriamente di assomigliare a quello della
    nazionale italiana di calcio di ritorno dai Mondiali, con la differenza che fuori ad
    attendere non vi erano tifosi arrabbiati, ma amministratori preoccupati e
    viaggiatori ’elettori’ distratti. E noi siamo qui a sottolineare una sconfitta sulla
    vicenda Alitalia", ha detto Girelli.

    E ha continuato: "Tutto quanto era stato ipotizzato su Malpensa, sul suo ruolo
    internazionale, sulla prospettiva strategica di tutta un’area territoriale deve fare
    i conti con una situazione di sostanziale ridimensionamento" che come conseguenza
    porta il fatto che "a uscirne fortemente compromessa è l’autorevolezza del sistema
    lombardo. A partire da quello politico: poco importa scoprire chi sia l’allenatore
    colpevole – ha proseguito con il suo paragone politico-calcistico di così stretta
    attualità -. Anche perché, in perfetto stile italiano, molti sono stati gli artefici
    di questa situazione. Si tratta invece di comprendere cosa fare".

    A chi spetta è presto detto, secondo Girelli: "Vi è la necessità da parte di chi ha
    la responsabilità del governo di presentare proposte concrete, piani strategici,
    sinergie condivise con altre istituzioni e con gli operatori del mercato,
    prospettive reali per riaccreditare Malpensa e gli altri aeroporti lombardi come
    espressione di una realtà territoriale economicamente e socialmente vivace che
    chiede fatti concreti".

    A questo proposito, Girelli è sceso nel dettaglio: "Se per Bergamo le prospettive
    possono sembrare più o meno delineate, per Montichiari Brescia rimane la vera
    incognita di quale può essere, se ci può essere, una reale prospettiva di sviluppo.
    E’ evidente che è assolutamente indispensabile mettere mano al piano d’area di
    Montichiari prendendo decisioni rapide e definitive, evitando che quella che doveva
    e poteva essere una straordinaria occasione di crescita si trasformi in un costante
    vincolo di impedimento per il territorio e per i soggetti economici che vi operano.
    Lo stesso Prs parla di Montichiari richiamando presunte vocazioni. Quali sono e come
    si concretizzano? Bisogna al più presto confrontarsi su proposte vere e realistiche
    dove il possibile futuro come scalo cargo non può non tener conto delle potenzialità
    quale scalo passeggeri al servizio del settore turistico non certo marginale in
    quest’area e più in generale a un contesto economico particolarmente vivace e
    propenso ai rapporti di commercio estero. Parlare dello scalo di Montichiari
    significa instaurare con Verona, il suo aeroporto Catullo e con l’intera realtà
    veneta una sinergia strategica capace di superare sterili e miopi localismi in
    favore di un interesse di tutti".

    Insomma, per il consigliere del Pd Girelli "parlare di Malpensa senza inquadrare la
    questione in un quadro lombardo, nazionale ed europeo significa parlare di nulla".

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    1. Ben detto. I bresciani però, non recedono dal proposito di avere tutto, concessione, passeggeri , merci, alta velocità, Hub. Bene, finchè sarà così poco contano i buoni propositi. Malpensa \"ha da passà a nottata\", sperando di arrivare ai 50 milioni di pax, pensando alla terza pista.I bresciani vogliono altrettanto.I veronesi si fanno del male da soli e non si capisce per quale motivo nè per quale business; in fondo è Verona ad essere crocevia non Brescia.Verona avrebbe tutto per far concorrenza vera a Malpensa se non fosse per aver disperso milioni di euri nelle conche bresciane e che invece potevano implementare il Catullo. Manca la regia politica e tutti parlano per se.Italia-Italia.

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