Mario e Antonio, coppia per Cesare

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Renato Borsoni - www.bsnews.it
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di Renato Borsoni – Forse (che ne dite?) a Balotelli è andata bene così; a meno che non si pensi che la sua presenza in campo ai campionati del mondo di calcio in Sudafrica avrebbe potuto cambiare gioco e risultati della nostra nazionale. Tesi difficile da sostenere considerata la mancanza di idee complessive del nostro gruppo, e ribadita la considerazione che il mister avrebbe comunque portato con sé una appurata assenza di feeling con il ragazzo. Forse, gli è andata bene così: non tanto per la sconfitta in sé – chissà quante gliene capiteranno ancora, fa parte del gioco come si dice – quanto per la stragrande maggioranza dei toni beceri e sprezzanti che hanno condito il ritorno in patria dei nostri ex-eroi. Ma mi domando: veramente, non si può più sbagliare nello sport senza subire insulti di bassissima lega, come se questi per altro osannati campioni in tempo di preparazione non avessero fatto il possibile per  ripetere la storia di quattro anni fa? So già quale è l’argomento contro: i soldi, i soldi, i soldi che guadagnano. Come peraltro, se non oggi domani, i giocatori di tutte le altre squadre: che , tra l’altro, prima o poi perdono tutte, meno una. Dai primi turni alle finali. Ti è andata bene per questa volta, ragionier Mario dall’inconfondibile accento bresciano. Puoi tranquillamente finire i tuoi esami, in questi giorni. Puoi rimuginare sulla cazzata che hai fatto con quella scacciacani, Puoi riflettere sulla bella fortuna che hai a possedere due peane  così sapienti che tutto il resto del corpo forse ne può trarre profitto. Te lo auguriamo di cuore: anche perché, volente o no, tu sei diventato l’immagine di una integrazione ben riuscita e penso che tu ti renda conto di quanto può pesare la tua vicenda personale sull’immaginario collettivo della comunità dove sei nato e cresciuto. Adesso mi fermo: hai vent’anni – forse non ancora – io quattro volte di più, e devo smetterla. Gioca, divertiti, e fai divertire. Intanto questa mattina leggo su autorevoli giornali che tu e Cassano dovreste essere l’uno vicino all’altro nella nazionale che Prandelli (porca miseria, ecco un altro bresciano come si deve) cerca di ricostruire. Bella coppia, non c’è che dire, Mario e Antonio. E anche un bel segnale per festeggiare i 150 anni dell’Italia: da Brescia a Bari, speriamo con allegria. Che si perda o si vinca. E non lo dico solo ai giocatori.

DA IL QUOTIDIANO IL BRESCIA – 2 LUGLIO 2010

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