Tar di Brescia: no alla discarica

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    La sezione di Brescia del Tribunale Amministrativo Regionale sconfessa la Regione e blocca la discarica di Travagliato dando ragione al comune. Esulta il sindaco Dante Daniele Buizza, portavoce delle 3700 persone che hanno firmato negli ultimi mesi la petizione contro la discarica di rifiuti non pericolosi (ma contenenti amianto) che potrebbe portare nell\’ex cava Aquilini circa 467mila metri cubi di rifiuti in cinque anni. Buizza su Brecsiaoggi in edicola stamane: «Sono molto soddisfatto. Dopo due anni di impegno contro una procedura che abbiamo cercato di contrastare con ogni mezzo, il giudizio del Tar conferma la nostra netta contrarietà, accogliendo le richieste avanzate a suo tempo». Una critica alla Regione Lombardia: «E\’ stato per noi triste sentire un funzionario che la nostra azione andava contro gli interessi dei privati. La nostra risposta è stata netta: prima viene l\’interesse legittimo della comunità di Travagliato. E\’ una vittoria della comunità sugli interessi privati. Per arrivare a questo ci siamo mossi in ogni sede per scongiurare che il nostro territorio, già fortemente penalizzato da cave e discariche, vedesse aperta una nuova pattumiera. Se questo è il federalismo, Dio ce ne scampi e liberi. Parlerei più di federalismo espropriativo che mortifica i Comuni, limitandone l\’autonomia, per favorire gli interessi particolari. Questa volta invece un Comune ha vinto su un\’istituzione superiore: Davide ha battuto il gigante Golia. Non era mai successo una simile mobilitazione. Per il paese oggi è giorno di festa».

    Perché il no del Tar? Nel novembre del 2009 c\’era stata la sospensiva, si è chiesto alla Regione (che aveva approvato la discarica) di fornire ulteriori dati circa l\’impatto dell\’impianto sulle falde acquifere, sulla vegetazione circostante e sulle distanze dalla discarica Bettoni già presente. La Regione ha fornito una documentazione che non ha convinto il tar, da qui la sospensiva.

    Alla società Cerca, che vuole la discarica, non rimane che il ricorso al Consiglio di Stato.
    a.c.

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