Fabbrica in crisi? Faccio la squillo

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    Quarant’anni, una vita dietro la macchine da cucire. La crisi morde, la ditta chiude. Come campare? Una quarantenne cinese domiciliata a Concesio ha pensato bene di reinventarsi squillo, offrendo prestazioni al costo di 50 euro cadauna. Il tutto con la collaborazione di una connazionale trentottenne che forniva l’appartamento e gestiva prenotazioni e pagamenti.

    A dir la verità più che fornire supporto faceva proprio da sfruttatrice, visto che aveva sequestrato il passaporto della prostituta, clandestina, e non la pagava da alcuni giorni (per lei in media 4 clienti al giorno, pare). Gli uomini della mobile, fingendosi clienti, sono arrivati nell’appartamento di Concesio dopo aver letto un annuncio su un quotidiano locale. Una volta dentro si sono identificati e hanno arrestato la sfruttatrice, affidando invece la quarantenne ai servizi sociali.

    Le indagini sono partite analizzando le inserzioni sui quotidiani. Spesso però partono su segnalazione di mogli e fidanzate che scoprono le attività "collaterali" dei propri compagni. Un po’ come le comari della canzone di Fabrizio De Andre’.
    a.c.

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