Don Corazzina: più verde per Brescia

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    E’ il sacerdote che, a giudizio di qualche esponente della Lega, si occupa di cose poco attinenti allo spirito, invece don Fabio Corazzina, parroco di Santa Maria in Silva a Brescia, rivendica con orgoglio il proprio “stare nel mondo” e di conseguenza il proprio diritto e dovere d’intevenire sui temi che riguardano la città.

    Cosa non le piace dei progetti che contiene il Pgt per la zone Sud della città, luogo nel quale è anche situata la sua parrocchia?

    Non contesto il Pgt, ma i piani d’intervento che modificano in modo sostanziale la zona Sud di Brescia. Giusto per capire la portata del cambiamento basta considerare i metri di edificato che, per via Sostegno strada, dove c’è anche la  mia parrocchia, passano da 16 mila metri e 42 mila, il verde passa da 34 mila metri a soli 24 mila, anche se nel precedente Piano Regolatore tutta questa zona avrebbe dovuto avere una vocazione a parco. Non parliamo poi della viabilità che già ora registra nelle ore di punta il passaggio da 887 veicoli a 1848. Sono dati forniti da Brescia Mobilità, lei s’immagina l’inquinamento che ne deriva e che ne deriverà, senza contare le esigenze di parcheggio. Quanto all’edilizia convenzionata, nei Piani ne rimane una piccola fetta.Temo che questo territorio, se infittito con uffici e altri edifici commerciali, rischi di diventare disabitato.

    Chi ha pensato tali soluzioni probabilmente pensa anche ad una riqualificazione della via che per ora risulta abbastanza degradata e con una concentrazione di abitanti stranieri molto alta…

    Siamo assolutamente contenti degli interventi di pulizia e riqualificazione effettuati in molte vie come per esempio via Sardegna, ma riqualificare non significa eliminare ciò che non va per aggiungere ciò che non va comunque.Questa zona, parlano sempre dati ufficiali, è una delle più inquinate d’Europa e procedendo come prospettato da questi piani non si tutela la qualità della vita delle persone. Quanto alla massiccia presenza d’immigrati non nascondo che mi piacciono le città colorate e comunque  proprio per evitare “ghetti” andrebbe variata la prospettiva edilizia. Mi spiego meglio: oggi, accanto agli immigrati, la maggior parte degli abitanti è rappresentata da anziani con figli che non rientreranno nell’abitazione dei genitori perché hanno già acquistato altrove. Ebbene, pianificamdo solo una piccola fetta di edilizia covenzionata ci saranno le case destinate ai bresciani, queste appunto, e quelle agli immigrati che subentreranno al posto dei tanti anziani. Inoltre, per progettare questo sviluppo non necessario non si è dialogato con il territorio che non ha avuto la possibilità d’incidere in nessuna scelta.

    Ma allora è vero che lei si occupa di cose che poco hanno a che fare con lo spirito?

    Scusi ma allora quando i Servizi Sociali inviano ai parroci le persone quale sarebbe il rapporto con lo spririto ed il lavoro educativo nei grest? Tali riflessioni sono frutto di modelli vecchi e ideologici. Lo ripeto credo in Gesù Cristo che si è fatto uomo e con tale criterio telogico amministro la pastorale.Come sacerdote, come cristisno non posso non entare nel merito. E poi, oltre che sacerdote, sono un cittadino come gli altri che vive in città, paga le tassa,vota e ha il diritto di esprimere le proprie opinioni.

    Nel successo della raccolta di firme per il referendum congtro la privatizzazione dell’acqua intravede una nuona sensibilità nei confronti del creato?

    Non solo, scorgo anche un rinnovato desiderio di partecipazione alla vita politica. Pensi ai comitati di Mompiano è quello contro le cave.

    Sono però modalità che non vengono incanalate delle Istituzioni….

    Non devono per forza essere incanalate perché il livello istituzionale e quello di base devono saper convivere. Riconosco pienamente a chi amministra una visione più ampia, ma credo non sia comunque giusto eliminare la mediazione con chi è più concentrato sul particolare, in una logica del bene comune.

    A suo parere, quindi, di che cosa necessita Brescia?

    Deve essere tutelato e programmato il verde, insieme ad una valorizzazione di spazi culturali che non si esauriscano nella scorpacciata di salamine. Inoltre, dovrebbero essere pensati quartieri con spazio sociali e poli scolastici capaci di favorire l’aggregazione e la socializzazione. Di “commerciale” non se ne sente la mancanza, basti pensare al Freccia Rossa, ne vogliamo ancora? Brescia rimane una piccola città di provincia, e lo dico con orgoglio, con solide tradizioni culturali,economiche ed educative.Tra l’altro quando Paroli, in campagna elettorale, ci aveva propmesso uno sviluppo sulla falsariga del modello di padre Marcolini, non credo che, con quello che sta accadendo, abbia rispettato la promessa.

    E’ di pochi giorni fa la notizia del boom delle iscrizioni ai grest organizzati dagli oratori. Una collaborazione tra Comune e Curia prevede anche il transito di parecchio denaro. Non ha paura che qualche volta tale situazione crei una sorta di “ricatto” capace di azzittire il clero su altre questioni.

    Se cresce il numero di adesioni ai grest lo si deve alla passione educatica che, per tradizione, risiede nel clero bresciano sostenuto da una massiccia fetta di volontariato, quindi non credo proprio che sia un modo per “comprare” il clero che ha diritto ad esserte sostenuto esattamente come tante altre associazioni. Che poi ci sia anche il bisogno di purificare il nostro rapporto con il denaro va benissimo così come andrebbe sempre conservata la massima trasparenza  e attenzione sulle nostre sponsorizzazioni. Direi che si tratta di una questione di stile di vita, ma rivendico con orgoglio e fierezza la tradizione oratoriale bresciana della quale faccio parte e che spero continui ad esistere.

    Federica Papetti

     

     

     

     

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    1. Credo che Don Corazzina faccia troppa politica e poca Chiesa … \"Gesù disse ai suoi Apostoli: andate e convertite\" e questo dovrebbe essere il lavoro di Don Corazzinae di tutta la Chiesa. In questo mondo dove l\’Islam politico e violento vuole il totale annientamento dell\’infedele sarebbe meglio che almeno i Sacerdoti si rimboccassero le maniche e ricominciassero a seguire ciò che Cristo ha chiesto loro di fare.

    2. Il rispetto del Creato è la prima delle regole del buon Cristiano e se per chiederne il rispetto è necessario fare politica (in fondo le scelte di ogni giorno sone tutte scelte politiche) allora mille grazie a Don Fabio.
      Anche questo … anzi QUESTO è \"convertire\".

    3. credo che la persona (non so il nome…chissà perchè non si è firmata)che ha scritto il commento precedente non conosca bene il vangelo e soprattutto il concilio ecumenico vaticano (gaudium et spes)che sottolinea \"Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d\’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla Vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore\" La chiesa nel mondo contemporaneo.(p.s. queste non sono parole di Don Fabio)….a Gesù Cristo come a Don fabio sta a cuore la gente e se avesse voglia (ma non credo che le interesserà mai)di incontrarlo e conoscerlo forse capirebbe quanto amore ed accoglienza ed attenzione all\’altro, pone in ogni sua azione…in tutto qs l\’Islam non c\’entra nulla, ed invece che consigliare ai preti di rimboccarsi le maniche..lei caro anonimo dovrebbe iniziare a ricordarsi che Gesù disse \"la verità vi renderà liberi\"… la verità è che questo intervento a parecchi cittadini non piace (don fabio oltre ad essere prete è anche cittadino e va a votare lo immaginava?)…allora perchè non possono dire la loro verità?

    4. Caro sig. Ezio, se don Fabio deve solo pensare a fare il prete, allora io non dovrei fare altro che l\’impiegata, il mio vicino di casa dovrebbe limitarsi a fare l\’operaio e la mia dirimpettaia la logopedista.
      E i politi la politica.
      Sarebbe un mondo ideale per i dittatori e per i despoti.

    5. Ma Don Fabio sa che ci sarà la metro in quella zona?non deve guardare i dati di oggi e spaventarsi di questo…anzi dovrebbe solo gioire del fatto che avrà più gente nella zona così da potergli parlare…ed aiutare! concordo sul fatto che un don debba fare meno politica…c\’è crisi di vocazioni e le poche persone in gamba che abbiamo nella chiesa si mettono a fare politica…siamo fritti!

    6. ANCORA CON QUESTA STORIA???MA QUESTE \"BENEDETTE\" TORRI NON VERREBBERO FATTE NELLA ZONA DI BRESCIA2 VICINO AL CAVALCAVIA?E ALLORA CHE PROBLEMI CREANO?

    7. don fabio e\’ una persona splendida ma non condivido cio\’ che sta portando avanti ora(mi riferisco alle torri).bresciadue e\’ nata e concepita come centro moderno/futuristico!di verde in quella zona avanza!

    8. Quando un prete è costretto a occuparsi di urbanistica, una materia dietro la quale si nascondono di solito corposi interessi economici, vuol dire che i cattolici o sono conniventi e servi degli interessi economici o hanno perso interesse per il futuro della propria città e della propria comunità. Oggi, entrambe le cose sembrano essere prevalenti nei cattolici bresciani e quindi che un prete li richiami ai propri doveri è giusto.

    9. a tutti quelli che nn hanno ancora capito chi è il mitico DonFa……visto che siete così bravi a far andare la lingua (o in questo caso la vs. bella tastiera),sforzatevi pure di avere un cervello aperto e poliedrico come il suo e smettetela di comportarvi come dei babbuini

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