La ripresa è in corso

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    La ripresa dell’economia secondo AIB è iniziata, il che è dimostrato dall’incremento del 4% della produzione industriale nel secondo trimestre 2010.

    Nel secondo trimestre del 2010 l’economia bresciana ha mantenuto  la ripresa, iniziata nell’ultima parte del 2009 e proseguita nel primo trimestre di quest’anno. La produzione industriale ha registrato un incremento congiunturale del 4,0 per cento, a conferma del fatto che il settore manifatturiero provinciale sembra aver agganciato la timida  fase espansiva dell’economia internazionale che sta sostenendo le esportazioni.
    Rispetto al secondo trimestre del 2009, la produzione è cresciuta del 5,6% ed è la prima variazione tendenziale positiva dal primo trimestre del 2008. Il tasso acquisito, cioè la variazione media annua che si avrebbe nel caso in cui l’indice della produzione non subisse più variazioni fino alla fine del 2010, è pari al 4,7%.
    A mitigare il quadro sopra delineato vi sono alcuni elementi critici: il livello di attività raggiunto non è infatti sufficiente ad invertire la tendenza negativa sull’utilizzo della forza lavoro. Il ricorso alla CIG è rimasto sui valori del secondo trimestre del 2009, circa 11 milioni di ore autorizzate in totale al netto della cassa in deroga. Si assiste, tuttavia, a una diversa composizione delle ore complessivamente richieste di CIG, con un netto aumento della cassa straordinaria (+425% rispetto al secondo trimestre del 2009) e una contestuale flessione dell’ordinaria (-46%). Le prospettive a breve termine non possono non tener conto di  uno scenario caratterizzato da forti preoccupazioni relative all’andamento dei corsi delle materie prime, alla variabilità del tasso di cambio euro/dollaro e alle incertezze sulle condizioni di accesso al credito. In particolare, rimangono ancora negative le previsioni sull’occupazione.

    La disaggregazione dell’indice grezzo della produzione per classi dimensionali mostra incrementi produttivi in tutte le classi di impresa: superiori alla media per le imprese di maggiore dimensione (+16,5%) e per le grandi imprese (+4,9%); quasi uguali alla media per le piccole imprese (+3,8%) e per le imprese medie (+3,6%); inferiori alla media per le imprese medio-grandi (+1,5%) e per le micro imprese (+ 0,4%).

    La disamina per settore evidenzia un elevato incremento della produzione nei settori meccanica di precisione e costruzione di apparecchiature elettriche (+10,7%),  materiali da costruzione ed estrattive (+7,0%), meccanica tradizionale e mezzi di trasporto (+5,4%); variazioni positive più modeste nei comparti metallurgico e siderurgico (+4,0%), legno e mobili in legno (+2,4%), chimico, gomma, plastica (+0, 9%); diminuzioni nei settori carta e stampa (-3,4%), abbigliamento (-2,1%), calzaturiero (-2,1%), tessile (-2,1%), maglie e calze (-1,4%), agroalimentare e caseario (-1,2%).

    Il recupero della produzione si è tradotto nell’aumento di oltre due punti del tasso di utilizzazione della capacità produttiva, portando l’utilizzo degli impianti al 66%, rispetto al 64% del trimestre precedente e al 59% del secondo trimestre 2009.

    Le vendite sul mercato italiano sono aumentate per il 41% delle imprese, diminuite per il 17% e rimaste invariate per il 42%. Le vendite sui mercati esteri hanno registrato andamenti quasi analoghi: quelle verso i Paesi comunitari sono aumentate per il 44% delle aziende, diminuite per l’8% e rimaste stabili per il 48%; quelle verso i Paesi extra UE sono cresciute per 30%, calate per il 16% e rimaste invariate per il 54% delle imprese.

    I consumi energetici sono aumentati per il 43% degli operatori, con una variazione media del 3,5%. Le giacenze di prodotti finiti sono ritenute adeguate alle necessità aziendali dall’80% delle imprese e le scorte di materie prime dal 76%.

    I prezzi delle materie prime sono cresciuti per il 58% delle imprese, con un incremento del 3,6%. I prezzi di vendita dei prodotti sono stati aumentati dal 13% delle aziende, con un aumentato medio dello 0,5%. 

    Il costo del lavoro è cresciuto per il 15% delle aziende ed è rimasto invariato per l’84%. Gli investimenti effettuati nel trimestre sono diminuiti per il 9% delle imprese e rimasti costanti per il 69%.

    Le prospettive per il terzo trimestre indicano un ulteriore incremento della produzione. L’attività produttiva è prevista in aumento dal 24% delle imprese, stabile dal 62% ed in diminuzione dal 14%. Le aspettative sono ottimistiche nei comparti: abbigliamento, agroalimentare e caseario, chimico, gomma e plastica, legno e mobili in legno, meccanica di precisione e apparecchiature elettriche, meccanica tradizionale e mezzi di trasporto, tessile; sono pessimistiche nei settori  calzaturiero, carta e stampa, maglie e calze, materiali da costruzione ed estrattive, metallurgico e siderurgico. Le previsioni sono più favorevoli per le imprese piccole, medio-grandi e grandi.

    Gli ordini provenienti dal mercato interno sono previsti in aumento dal 18% delle imprese, stabili dal 65% e in diminuzione dal 17%; quelli dai Paesi UE presentano un saldo positivo, tra imprese che indicano variazioni in aumento e in diminuzione, del 14% e quelli dai Paesi extra UE fanno rilevare un saldo positivo dell’11%. La manodopera è attesa costante dal 76% delle imprese e dovrebbe diminuire per il 15%.

    L’andamento per settore

    Abbigliamento
    Le imprese del settore hanno diminuito la produzione del 2,1% rispetto al trimestre precedente.  La variazione tendenziale è negativa: -1,2%. I consumi energetici sono incrementati dell’1,7% nei confronti del primo trimestre. Le vendite in Italia e all’estero hanno subito un andamento molto negativo, in flessione anche la dinamica degli investimenti, in aumento le giacenze di prodotti finiti e le scorte di materie prime. I prezzi delle materie prime sono aumentati dello 0,6%, mentre i prezzi di vendita non hanno subito variazioni significative. Le prospettive a breve sono moderatamente positive: risultano in aumento gli ordini nazionali ed esteri, mentre l’occupazione è prevista stabile.

    Agroalimentare e caseario
    Il settore conferma la debolezza segnalata già nello scorso trimestre, dopo una seconda parte del 2009 piuttosto brillante. La produzione è diminuita dell’1,2%, tuttavia la variazione tendenziale è positiva e pari al 2,0%; i consumi energetici hanno subito una flessione dell’1,7 %. In crescita le vendite nei Paesi comunitari, in flessione invece quelle nei mercati extra UE. I costi di acquisto delle materie prime sono aumentati dell’1,9%, i prezzi di vendita dello 0,3%. Le aspettative a breve sono particolarmente positive, trainate dalle vendite sui mercati nazionali ed esteri.

    Calzaturiero
    Il comparto presenta una variazione congiunturale della produzione pari a -2,1%; la dinamica tendenziale è estremamente negativa: -10,5%. I consumi energetici sono diminuiti del 2,1%. Molto male le vendite in Italia e all’estero, in flessione anche le giacenze di prodotti finiti, le scorte di materie prime e gli investimenti. I prezzi delle materie prime sono aumentati dell’1,6%, mentre i prezzi di vendita non sono variati. Le previsioni a breve sono negative, in particolare per quanto riguarda la manodopera.

    Carta e stampa
    Le imprese del settore hanno dichiarato una calo della produzione del 3,4% rispetto al trimestre precedente; la variazione tendenziale è tuttavia positiva, pari al 4,0%. I consumi energetici sono diminuiti del 2,8%. Le vendite in Italia e nei mercati comunitari hanno registrato un andamento moderatamente negativo, molto positive quelle verso i Paesi extra UE. I costi di acquisto delle materie prime sono aumentati del 10,1%, i prezzi di vendita dei prodotti finiti hanno subito un incremento del 5,0%. Le prospettive a breve sono moderatamente negative per la produzione, positive invece quelle relative agli ordini.

    Chimico, gomma e plastica
    Continua la fase congiunturale positiva per le imprese del comparto: la produzione è aumentata per il quarto trimestre consecutivo (+1,0% rispetto ai prime tre mesi del 2010), portando la variazione tendenziale a +18,5%. I consumi energetici hanno subito un incremento dell’1,0%. Notizie molto positive giungono inoltre dalle vendite all’estero e dagli investimenti, negative invece le vendite in Italia. Le giacenze di prodotti finiti e le scorte di materie prime sono in recupero. I costi di acquisto delle materie prime sono aumentati del 4,2%, i prezzi di vendita sono rimasti invariati. Le aspettative per i prossimi mesi sono ancora positive, trainate dagli ordini nazionali ed extracomunitari.

    Legno e mobili in legno
    La produzione nel settore è aumentata del 2,4% rispetto ai primi tre mesi del 2010  e del 3,4% nei confronti dello stesso periodo dell’anno scorso. I consumi energetici sono cresciuti dell’1,7%. Le vendite in Italia e nei mercati extra UE risultano piatte, mentre leggermente in calo sono quelle nei Paesi UE. Gli investimenti hanno registrato una significativa flessione. I costi di acquisto delle materie prime sono cresciuti dell’1,5%, mentre i prezzi di vendita sono diminuiti dello 0,6%. Le prospettive a breve sono per il sostanziale mantenimento dei livelli produttivi attuali, con un modesto aumento per gli ordini nazionali.

    Maglie e calze
    La produzione evidenzia la decima variazione congiunturale negativa consecutiva (-1,4% rispetto al primo trimestre 2010); ciò ha portato la variazione tendenziale a -8,2%. I consumi energetici sono diminuiti dell’1,4%. La flessione ha riguardato anche le vendite in Italia e gli investimenti, mentre le vendite extra UE e le giacenze di prodotti finiti sono in controtendenza. I costi di acquisto delle materie prime sono aumentati dello 0,6% mentre i prezzi di vendita  risultano invariati. Le aspettative per i prossimi mesi sono ancora molto negative per quanto riguarda la produzione e gli ordini nazionali e comunitari, in recupero invece gli ordini extra UE.

    Materiali da costruzione ed estrattive
    Le imprese del settore evidenziano una variazione congiunturale della produzione pari a +7,0%, ma rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso la variazione è negativa del 7,8%. I consumi energetici sono aumentati del 5,5%. Le vendite in Europa non hanno subito variazioni significative, mentre quelle in Italia e nei Paesi extra UE sono in recupero rispetto al periodo precedente. I costi di acquisto delle materie prime sono aumentati dell1,7%; i prezzi di vendita dei prodotti finiti sono invece diminuiti dello 0,7%. Le prospettive a breve sono piuttosto negative in riferimento a produzione, manodopera e ordini nazionali.

    Metallurgico e siderurgico
    Continua la fase espansiva del comparto, iniziata nell’ultimo trimestre del 2009: la produzione è aumentata del 4,0% rispetto all’ultima rilevazione mentre la variazione tendenziale è del 28,6%. I consumi energetici sono aumentati del 4,4%. Positivo l’andamento delle vendite all’estero, piuttosto piatto quello delle vendite in Italia. In flessione inoltre, le giacenze di prodotti finiti e le scorte di materie prime, in leggero calo gli investimenti. I costi di acquisto delle materie prime sono aumentati del 6,4%, mentre i prezzi di vendita sono cresciuti del 4,3%. Le previsioni a breve sono tuttavia molto negative, specialmente per la produzione e gli ordini interni.

    Meccanica di precisione e apparecchiature elettriche
    Dopo sette variazioni congiunturali negative consecutive, le imprese del settore registrano un balzo della produzione (+10,7%), che porta il tasso tendenziale a +1,9%. I consumi energetici sono aumentati del 10,8%. La dinamica delle vendite in Italia e all’estero è molto positiva. Le giacenze di prodotti finiti e le scorte di materie prime sono in aumento, come pure gli investimenti. I costi di acquisto delle materie prime sono cresciuti dell’1,4%, i prezzi di vendita sono diminuiti del 2,4%. Le prospettive per il terzo trimestre sono ancora molto positive, trainate dalle vendite nei mercati esteri.

    Meccanica tradizionale e mezzi di trasporto
    Le imprese del settore evidenziano un aumento congiunturale della produzione del 5,4%; ne consegue una variazione tendenziale pari a +5,2%. I consumi energetici sono cresciuti del 4,2%. In aumento le vendite, soprattutto quelle in Italia e nei Paesi comunitari, in recupero gli investimenti. I costi di acquisto delle materie prime sono aumentati del 4,3%, mentre i prezzi di vendita crescono solo dello 0,3%. Le aspettative a breve sono piuttosto positive per produzione e ordini UE, non per la manodopera, prevista ancora in calo.

    Tessile
    Il settore registra una variazione congiunturale negativa (-2,1%), mentre il tasso tendenziale è pari a -9,5%. I consumi energetici hanno subito una flessione dell’1,9%. La dinamica delle vendite è positiva per quelle in Italia e nei mercati comunitari, negativa per quelle verso i Paesi extra UE. Le giacenze di prodotti finiti sono in aumento, gli investimenti sono in flessione. Il costo di acquisto delle materie prime è aumentato del 2,5%, mentre i prezzi di vendita hanno subito un incremento del 2,0%. Le previsioni a breve sono moderatamente positive per produzione, manodopera e ordini nazionali, negative per quanto riguarda gli ordini extra UE.

    L’Indagine viene effettuata trimestralmente su un panel di 250 imprese associate appartenenti al settore manifatturiero.

    Brescia, 26 luglio 2010 

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