Anche le Acli dicono la loro

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    Riportiamo il comunicato diffuso oggi dalle Acli sul caso di Adro.

    Le Acli bresciane apprezzano l’impegno che la comunità di Adro ha profuso per garantire il diritto allo studio ai bambini e ai ragazzi. L’investimento sulle future generazioni, in questo Paese, è sempre una buona notizia. Una scuola moderna e ben organizzata crea le basi per lo sviluppo del nostro Paese, l’Italia. È un bene che una comunità si ritrovi attorno all’esperienza scolastica.

    Ma dall’altra parte ci pare assai grave che l’Amministrazione comunale abbia scelto di fare propaganda di partito usando la scuola stessa. Il “sole delle Alpi” è un simbolo partitico, come si evince dalle schede elettorali. Usarlo è la vittoria della partitocrazia.

    Se qualcuno riconoscesse in tale simbolo improbabili origini celtiche del Comune, dovrebbe invece riscoprire che Adro ha origini romaniche, come indica il nome del Comune stesso (Atrius, cioè il luogo dell’accoglienza), non celtiche e quindi pagane. Adro ha inoltre una storia di forti pulsioni risorgimentali italiane, non secessioniste. Quest’uso improprio rischia di tradire anche la propria storia, la propria memoria.

    Una comunità che, anche se a forte maggioranza, si riconosce in un simbolo di partito potrebbe trasformarsi in una comunità intollerante verso chi pensa diversamente. Ci sono simboli in cui, invece, tutti si possono riconoscere: dallo stemma del Comune stesso, al simbolo della Repubblica italiana a cui Adro appartiene e dalla quale riceve soldi pubblici.

    Se ogni sindaco decidesse di truccare le proprie scuole con il logo del proprio partito, avremmo allora un Paese dove la scuola non sarebbe più simbolo di libertà ma d’indottrinamento. A noi invece la scuola piace libera e aperta a tutti. Siamo sicuri che su questo anche la comunità di Adro sia d’accordo con noi.

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