Paroli scrive al collega ragusano

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    E’ preoccupante l’episodio di violenza che si è verificato ieri nei pressi dello stadio Rigamonti – ha dichiarato il sindaco di Brescia, Adriano Paroli – è necessario che la città e la sua tifoseria siano  in grado di offrire non solo uno spettacolo sportivo da serie A, ma anche un’accoglienza e un’ospitalità da massima serie.
    Per questo il sindaco i Brescia ha ritenuto opportuno scrive e al sindaco di Ragusa, Emanuele Dipasquale.
     
    Caro Collega,
    è  con rammarico e con profondo stupore che ho appreso la notizia del pestaggio occorso a un cittadino Ragusano, che ha scelto la nostra città per i suoi studi universitari.
    Ho personalmente portato, anche a nome tuo, il saluto al ragazzo che oggi è ricoverato presso una struttura ospedaliera della città.
    Ho voluto testimoniargli il mio personale dispiacere e porgergli le scuse ed i migliori auguri da parte di tutta la città.
    Condanno con forza questo atto di aggressione, si è trattato di  un gesto spregevole che nulla ha che fare con lo sport e il tifo.
    La città esprime tutto il suo dissenso per questo grave gesto e sono certo desidera fortemente che episodi di questo genere non si verifichino più.
    Brescia augura una pronta guarigione al giovane oggi in ospedale, sicura di essere una città ospitale e in cui si può vivere e tifare per qualunque squadra si porti nel cuore.

    Un caro saluto a te e a tutta la città di Ragusa
    Il sindaco di Brescia,
    Adriano Paroli
    Brescia, 13 settembre 2010        

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    Una lettera di cortesia l’ha scritta anche l’assessore provinciale allo Sport, Fabio Mandelli:
    Brescia, 13 settembre 2010 – L’assessore allo sport della Provincia di Brescia Fabio Mandelli ha fatto visita oggi in ospedale al tifoso brutalmente picchiato ieri prima della partita Brescia – Palermo.

    «E’ accaduto a Brescia, stadio che negli ultimi anni aveva dato dimostrazione di correttezza e sportività – ha spiegato Mandelli – ma poteva succedere in qualunque stadio. Sono molto deluso dalla dinamica dell’aggressione: il ragazzo è stato assalito solo perché ha un accento meridionale. La tessera del tifoso è un palliativo ma non è la soluzione, dobbiamo creare cultura educando i nostri giovani a concetti fondamentali quali il rispetto ed il Fairplay, e far sì che pochi delinquenti non rovinino la festa e la passione di migliaia di appassionati: le coreografie messa in scena ieri dai nostri tifosi ne sono una splendida testimonianza.»
    «Le condizioni del ragazzo sono in miglioramento e verrà presumibilmente dimesso domani – prosegue l’assessore Mandelli – mi auguro solo che decida di proseguire gli studi presso la facoltà della nostra città: Brescia con la sua provincia sa essere bella ed accogliente.»
    «Il mio sogno è poter riportare le famiglie allo stadio. – conclude – Ogni tifoso deve riuscire a godersi lo spettacolo offerto dal nostro calcio sostenendo per la propria squadra al fianco dei supporter della squadra avversaria o comunque rispettando l’altrui fede. In questa direzione devono impegnarsi le istituzioni condannando fermamente simili atteggiamenti di violenza.»
    L’assessore ha donato al ragazzo di Ragusa un gagliardetto ed alcuni gadget dell’assessorato testimoniandogli la vicinanza dell’ente e di tutti gli sportivi bresciani che disapprovano fermamente ogni atto di violenza e vedono lo sport solo come momento aggregativo di sana ed onesta passione.

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