Interviene Alleanza per l\’Italia

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    Riportiamo il comunicato stampa diffuso da Alleanza per l’Italia sul caso della scuola Miglio di Adro.

    Interveniamo – stimolati dalla discussione apertasi nell’opinione pubblica e al largo spazio dato dagli organi di informazione – sulla vicenda che ha portato ad Adro, alla presenza dell’assessore regionale Monica Rizzi e del parlamentare Davide Caparini, all’inaugurazione di una “scuola padana”, con un “Sole delle Alpi” impresso sui banchi, sui vetri, sugli zerbini, sui tetti di quella che è (ancora per fortuna) un’istituzione pubblica.

    Già Adro ha avuto la sfortuna di salire alle luci della ribalta a causa della crociata del suo sindaco contro gli stranieri (bonus-casa), nonché contro la mensa scolastica e l’imprenditore-benefattore che si era fatto carico di evitare il digiuno ai bambini le cui famiglie erano risultate inadempienti nel pagamento delle rette. Crociate che certo non hanno giovato all’immagine del paese. Ma da qui a pensare alla realizzazione di un “tempietto leghista” (Corsera, 12 settembre 2010) in una scuola dedicata a Gianfranco Miglio (?) ne passa. Né possono considerarsi sufficienti i richiami del Ministro Gelmini che parla di semplice “folklore” leghista.

    Neppure bastano le giustificazioni di esponenti nazionali e locali della Lega Nord che minimizzano l’accaduto affermando che il “Sole delle Alpi” non è simbolo politico, ma esistente da prima della Lega (E allora? anche il fascio littorio in fondo esisteva prima del fascismo) o che fa parte dell’iconografia del paese (stratagemma piuttosto ridicolo): davvero qualcuno di noi manderebbe i suoi figli in una scuola in cui campeggia ad ogni angolo la falcemartello o lo scudocrociato? Ci dicano gli amministratori leghisti qual è, se mai esiste, l’intento pedagogico di questa riprovevole trovata?

    Non vorremmo poi che quest’ansia di “marchiare il territorio” si estendesse dagli immobili a bambini e agli insegnanti (in verità qualche tentativo in questo senso è già stato fatto e ogni volta bocciato per chiara incostituzionalità) e che il delirio di lottizzazione in cui la Lega, nonostante tutti i proclami su “Roma ladrona”, ha dato ottima prova di sé in tutti i settori, pubblici e privati, anche nella nostra Provincia (confortata dall’imposizione dall’alto del “delfino” Renzo Bossi) trovasse ulteriore linfa.

    Non vorremmo infine che l’eccesso di protagonismo, di arrivismo, di ansia di compiacere il “caro leader” di qualche amministratore locale si traducesse in un ulteriore spreco di denaro pubblico e figuracce giuridiche, come quelle già patite dalle amministrazioni di cui fa parte la Lega come Brescia, Villa Carcina e Trenzano, o interventi ben poco federalisti come lo stanziamento di 800 mila euro per la scuola Bosina della signora Marrone, moglie di Umberto Bossi. Evidentemente secondo la “pedagogia padana” si possono tagliare i fondi alla scuola pubblica, sovraffollarne le classi, creare maestri unici per “risparmiare” da un lato e dall’altro elargire regali agli amici degli amici.

    Vorremmo invece un segnale forte dalle Istituzioni, a cominciare dal Ministero della Pubblica Istruzione, a nostro avviso colpevole di sottovalutare gravemente questo fatto, nonché degli Uffici Scolastici Regionale e Provinciale. La scuola resti quello che la Costituzione ha pensato che fosse: un luogo di tutti e di ciascuno, aperta, inclusiva, veicolo di conoscenze, competenze e capacità, non di messaggi politici.

    Chiudiamo infine con una proposta: perché invece del Sole delle Alpi sul tetto della scuola non si pongono dei molto più utili e “verdi” pannelli solari?

     

    Brescia, 16.09.2010     

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