Rizzi: basta seconde case

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     “Adesso che il Tar si è pronunciato sta alle istituzioni, al territorio e a tutti gli attori coinvolti e interessati impedire che una perfetta incompiuta quale è Montecampione si trasformi in un fallimento totale: da un lato decidendo di investire in strutture e servizi turistico-ricettivi di qualità, invece che in seconde case come è stato fatto finora, dall’altro sapendo cogliere l’opportunità offerta dall’apertura di Alpiaz all’azionariato privato, seguendo magari l’esempio virtuoso di altre realtà. Come Ponte di Legno che, grazie anche alla partecipazione privata, ha saputo realizzare il suo ‘Grande Sogno’". Così l’Assessore regionale bresciano con delega agli impianti turistici, Monica Rizzi, a proposito della convenzione stipulata tra Comune di Artogne ed Alpiaz a seguito della sentenza del Tar, che ha posto fine all’annosa questione dei 40mila metri cubi edificabili concessi nel 1989 dal Comune ad Alpiaz e successivamente bloccati da Regione Lombardia per ragioni di compatibilità ambientale. Contro lo stop regionale Alpiaz aveva fatto ricorso al Tar che, sia pure con una buona dose di limitazioni, ha nei giorni scorsi dato il via libera alle costruzioni. In particolare, l’accordo tra Comune ed Alpiaz prevede l’ingresso dei privati nella sottoscrizione dell’aumento di capitale disposto per il rilancio della stazione sciistica, aprendo così di fatto la partecipazione a terzi e, in definitiva, al territorio nella società di gestione degli impianti.

    Sulla questione è intervenuto anche l’Assessore regionale al Territorio e Urbanistica Daniele Belotti: “Il territorio è il bene più prezioso che abbiamo, soprattutto in montagna, e per questo non possiamo permetterci di ripetere i macroscopici errori del passato. Per troppo tempo, per portare turisti nelle nostre valli, si è puntato sulle seconde case e Montecampione è uno degli esempi più eclatanti di questo tipo di politica irresponsabile. La Regione – spiega Belotti – non ha alcuna intenzione di restare impassibile di fronte alla possibilità di vedere realizzato un altro scempio. Intendiamo, in particolare, predisporre un piano d’area delle valli, che interesserà soprattutto le aree bergamasche e bresciane ed avrà l’obiettivo di coordinare in modo efficace e coerente la pianificazione urbanistica dell’area nel suo complesso. Uno strumento di regia generale volta alla tutela del paesaggio e allo sviluppo responsabile, contro la cementificazione selvaggia degli anni passati.  Per il turismo moderno – conclude l’Assessore Belotti – vanno sviluppate le strutture ricettive e non le seconde case. Il Sud Tirolo insegna.

    "Solo investendo in servizi e strutture alberghiere per un turismo di qualità  – ha concluso l’Assessore Rizzi – si potrà evitare che quei 40mila metri cubi di cemento affossino completamente Montecampione completando lo scempio di cui il territorio è stato nel tempo teatro. Non dimentichiamo che Montecampione, con i suoi quasi 50milioni di euro di indotto e i suoi oltre 600 posti di lavoro, costituisce una importante fonte di ricchezza per l’economia locale e, se questo passaggio verrà ben governato, potrebbe potenzialmente diventare uno degli snodi fondamentali per il collegamento tra le stazioni sciistiche di Valtrompia, Valsabbia e Alta Valcamonica per il rilancio e lo sviluppo di tutto il turismo invernale nel bresciano".

     

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