La Lega ribadisce: no al museo

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    Se mai ce ne fosse il bisogno, i vertici cittadini della Lega Nord hanno ribadito con forza la loro (e quindi della giunta) contrarietà alla realizzazione del Musil, prevista a fianco del cimitero Vanvitelliano. Il progetto esiste da parecchio tempo, ma secondo la Lega è "obsoleto", non tanto per quanto riguarda l’architettura quanto piuttosto per i costi: in tempi di ristrettezze economiche, tagli al bilancio della cultura (tagli a tutto) e patto di stabilità, sarebbe impensabile spendere tanto per un museo.

    La nota diffusa dalla segreteria cittadina:
    «Il Musil è un’opera fuori tempo massimo pensata in un epoca in cui chi governava ragionava in grande non ponendosi il problema delle risorse, dei saldi di bilancio da rispettare per patti di stabilità sempre più stringenti e della responsabilità di contribuire alla razionalizzazione della spesa corrente che oggi rappresenta sempre più una necessità impellente per il Paese. Il Musil costerà complessivamente oltre 20 milioni di euro per la realizzazione, sottraendo 12 milioni di oneri di urbanizzazione che anziché entrare nelle casse comunali saranno destinati a finanziare la realizzazione del Museo. In questi 20 milioni non sono conteggiati i costi di allestimento del Museo nonché i costi di gestione che i proponenti vorrebbero caricare, checché ne dicano, anche sul comune con un piano economico che non sta assolutamente in piedi perché basato sulla previsione di finanziamenti annuali di Comune, Provincia e Ministero oggi totalmente incerti.
    Gli Enti Locali sono chiamati con l’avvio del federalismo ad una svolta storica che è quella della responsabilità, a maggior ragione in un periodo di crisi. Non possiamo più costruire opere dal futuro incerto non in grado di sostenersi dal punto di vista economico senza la continua iniezione di risorse pubbliche soprattutto in una città carente di opere e strutture pubbliche di cui si sente maggior necessità, penso alla viabilità, alla strutture sportive, alle residenze per anziani per non parlare della necessità di completare l’opera della metropolitana per la quale chi ci ha preceduto non ha badato a spese senza preoccuparsi della sostenibilità del progetto.
    Il Pd conferma con la raccolta firme promossa a sostegno del Musil la sua vocazione snobista e salottiera, altro che partito popolare. Ancora una volta rispetto alle ragioni del buon senso, dell’oculato utilizzo delle risorse pubbliche in questo periodo difficile il Pd preferisce sostenere le ragioni di qualche salotto culturale cittadino abituato a proliferare con i soldi pubblici e di qualche grande imprenditore che vuole il Museo ma sempre e solo con i soldi degli altri. Ben venga quindi che l’Amministrazione Comunale dopo una fase dialettica si sia assestata sulle nostre posizioni e che le ragioni del buon senso avanzate dal vice sindaco Fabio Rolfi, abbiano trovato la giusta e necessaria condivisione».

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