Onofri:Giunta così e così

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    Francesco Onofri, avvocato, 45 anni, già candidato sindaco alle elezioni amministrative del 2008, è uno tra gli ideatori del seguito blog “parlaBrescia” e presidente dell’associazione “Officina della città”,  organizzatrice, insieme a “Brescia per Passione” di Laura Castelletti, di un recente partecipato convegno sulla ciclomobilità.

     

    Lei durante la campagna elettorale del 2008 ha creato un blog che portava il suo nome e che è proseguito idealmente con il blog “parlaBrescia”. Quanto crede nelle nuove tecnologie per la condivisone di idee o l’apporto di contributi alla politica della città?

    Non è un modo assoluto di partecipazione, nel senso che, ovviamente, coinvolge chi fa uso di tali strumenti e di chi ha tempo per interagire via internet con altri internauti, ma coinvolge una parte significativa della città e consente lo scambio di opinioni. Magari anche con qualche scambio acceso, permette di farsi un’idea sulle cose leggendo contributi provenienti anche da sensibilità diverse. I blog o i siti favoriscono un arricchimento che spesso trova una sintesi e, nel nostro caso, anche grazie alla partecipazione di uomini e donne con biografie e approcci culturali differenti.

    Con Brescia per passione, Officina della città ha organizzato uno dei più partecipati convegni svolti durante la settimana europea della mobilità sostenibile, mi riferisco all’appuntamento nel quale un mobility manager di Bolzano ha portato l’esperienza della città altoatesina in materia di piste ciclabili. Quale bilancio ha tratto di tutta la settimana e quali criticità intravede nel modello Brescia?

    Un bilancio vero e proprio andrebbe chiesto al Comune che ha organizzato gli eventi dell’intera settimana, ma ho notato una buona qualità in generale e soprattutto interventi qualificati. Fra le varie iniziative vi è stata quella di “Brescia Progress” sul Piano urbano della mobilità sostenibile, nel corso della quale sono contento che sia emersa la disponibilità da parte del consigliere regionale Mauro Parolini ad un approfondimento a livello regionale dei progetti e delle soluzioni percorse da altri statie in particolare dalla Francia in tema di mobilità sostenibile. Per quanto riguarda l’incontro sulle piste ciclabili il mobility manager di Bolzano Sergio Berantelli ha fornito numeri sbalorditivi: in quella città dopo pochi anni  d’investimenti gli utilizzatori della bici sfiorano adesso il 30 per cento, se si pensa che a Brescia arrivano appena al 4-7 per cento. Anche in questo caso devo sottolineare la disponibilità dell’assessore Orto a prendere contatti con l’Amministrazione di Bolzano per vedere cosa potrebbe essere esportato a Brescia. L’assessore ha dimostrato serietà nel volere approfondire il tema con chi ha saputo raggiungere risultati eccellenti.

    Legambiente non ha voluto aderire alla settima sostenendo che è un controsenso  organizzare tali eventi e lasciare il centro storico intasato di auto…

    Condivido in gran parte il merito, ma non il metodo seguito in questa occasione da Legambiente, perché è vero che eliminando le Lam e aprendo i varchi del centro il Comune ha fatto un passo indietro rispetto agli impegni  presi e contenuti in molte direttive europee. Detto questo, ritengo che sia doverosa la collaborazione con chi all’interno dell’amministrazione tenta d’invertire la rotta  intrapresa ed il semplice boicottaggio non porta da nessuna parte. Ad esempio anche io sono contrario alla Cittadella dello sport (così come concepita e per dove è collocata), ma se la si fa è giusto collaborare per rendere migliore il progetto.

    Perché è contrario al polo sportivo che dovrebbe sorgere nella zona di Buffalora?

    Non sono contrario tout court, ma ritengo che, prima di realizzare grandi infrastrutture , andrebbe migliorato lo sport diffuso sul territorio. Le varie palestre delle periferie sono il primo approccio allo sport per i ragazzi e si deve partire da qui. Inoltre non ritengo condivisibile il progetto della Cittadella se questo significa ulteriore sperpero del territorio con la cessione di troppi volumi da edificare in una zona ecologicamente sensibile.

    Gli abitanti di Mompiano si lamentano, però, della collocazione un po’ troppo centrale dello stadio?

    Brescia non è l’unica città che ha uno stadio proprio nella città: penso a Verona o Parma, e all’estero Parigi o Londra, che sono esempi emblematici perché in quelle città gli sportivi si recano alle partite a piedi o con i mezzi pubblici. Le partite blindate non devono più essere considerate la normalità. Nomale è andare allo stadio con famiglie e amici.

    Ritornando alla mobilità lei ritiene che i nuovi amministratori stiano valorizzando il metrobus?  

    Per un’opera che è costata 800 milioni di euro pubblici non è pensabile avere un atteggiamento “tiepido”, anche se essa rappresenta l’eredità della passata Amministrazione. Al contrario, è necessario mettere in campo una forte alleanza tra tutti per valorizzare un progetto, in grado di apportare un importante contributo alla mobilità sostenibile e di conseguenza alla salute di tutti i cittadini. Augurarsi che vada male perché all’inizio non la si era voluta è un atteggiamento non maturo politicamente. Vero è che progetti come lo stadio a Buffalora, l’abbattimento delle torri di San Polo, la sede unica del Comune agli ex Magazzini Generali non contribuiscono al successo della metropolitana, visto che nei nuovi siti non esiste nemmeno una fermata mentre le vecchie collocazioni ne erano dotate

    Che voto darebbe a questa nuova Giunta?

    Devono essere fatti dei distinguo: esiste un lavoro oscuro realizzato tutti i giorni, anche per far funzionare la macchina burocratica, e che è sulle spalle principalmente del vice sindaco Fabio Rolfi, politico che non sempre sceglie la vetrina, ma lavora sodo e in questo senso ha il mio apprezzamento. Direi, quindi, un voto positivo. Poi, però, non vengono messe a fuoco le vere priorità della città di Brescia che è una delle città più inquinate. Oltre a quanto ho detto in tema di mobilità e di metrobus, credo che la salute dovrebbe essere al primo posto delle preoccupazioni dei nostri amministratori. Anche per quanto concerne i rapporti tra università e impresa, relazioni capaci di creare un volano per l’economia, il Comune e la sua principale azienda non fanno granché. Se, quindi, l’ordinaria amministrazione funziona, per quello che concerne la capacità di ricerca, sviluppo di progetti e la programmazione e la salute del cittadino, il mio voto è negativo. In media posso al più concedere  giusto una sufficienza d’incoraggiamento, pur essendo ormai la Giunta a metà mandato.

    Si candiderà alle prossime elezioni?

    Adesso direi di no. Ma non ho deciso nulla di definitivo.

    E se glielo chiedesse il Pd come esponente della società civile ?          

    Non appartengo al Pd e non credo me lo chiederanno. Quest’estate a un dibattito con Emilio del Bono ho già detto quello che per me dovrebbe fare il Pd: se candidasse un uomo della società civile con un’operazione di mera facciata, non cambierebbe proprio nulla e l’astensione, che numericamente significa 30 mila voti, rimarrebbe tale e quale. Diverso se un candidato della società civile implica il coinvolgimento reale di un pool di persone davvero preparate e “civiche” da presentare alla città prima delle elezioni. Rimango convinto che negli enti locali non esistano quasi mai provvedimenti di destra o di sinistra, ma solo progetti efficienti o meno. Su tale terreno non capisco, quindi, il muro contro muro.

    Federica Papetti

     

     

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    1. che paura la castelletti sindaco….fa solo politica da una vita e polemica e pretende di avere la verità assoluta in mano…che tristezza!!

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