Bresciapoint sul caso “parentopoli”

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    Riportiamo di seguito l’articolo pubblicato dal sito internet www.bresciapoint.it sulla questione dei parenti di politici leghisti che hanno preso parte all’ultimo concorso del Broletto. La redazione di bsnews.it precisa che non ha verificato i contenuti dell’articolo (per tanto si dichiara disponibile ad eventuali rettifiche in tempo reale), ma riporta l’articolo per dovere di cronaca e per la rilevanza pubblica del suo contenuto.

    Subito dopo il rilievo dato sui media nazionali al caso delconcorso indetto dall’Amministrazione provinciale in cui cinque vincitrici su otto erano mogli, figlie, nipoti o fedelissime di dirigenti leghisti, ilPresidente della Provincia aveva dichiarato a chiunque lo stesse ad ascoltare che le vincitrici non sarebbero mai state assunte. A Tempo Moderno è venuta la curiosità di vedere che sorte avessero avuto le poverette, rimaste senza lavoro; questi i risultati:

    • Silvia Raineri, moglie di Fabio Rolfi, vicesindaco e assessore leghista al Comune di Brescia: ferme le cariche in consiglio comunale a Concesio, in consiglio di circoscrizione a Brescia e nella commissione sicurezza civica e bilancio, la stessa ha trovato una confortante collocazione lavorativa presso la Regione Lombardia, e, precisamente, nella segreteria particolare dell’assessore al territorio e urbanistica Daniele Belotti, leghista delle prime ore.

    • Sara Grumi, figlia di Guido Grumi, assessore leghista al Comune di Gavardo, già candidato alle ultime regionali: la dott.ssa Grumi è ancora in forza al settore informatica e telematica dell’amministrazione provinciale, con l’incarico di provvedere a “la progettazione e l’implementazione di un sistema coordinato per la gestione delle attività interne”. A differenza di altre, il posto non le è stato affidato per scelta discrezionale: infatti, l’incarico risulta messo a concorso. Partecipanti: uno, Sara Grumi.

    • Katia Peli, nipote dell’assessore Aristide Peli, titolare in Provincia di Brescia delle deleghe a istruzione, famiglia, pari opportunità, ecc., è ancora, e finchè resta in carica, segretaria dello zio. L’incarico è discrezionale e dura finchè dura in carica l’assessore, quindi, perlomeno, fino al 2014 (è stata assunta nel 2004).

    • Anna Ponzoni e Cristina Vitali sembrano, a prima vista, le uniche vittime dell’ukase presidenziale: i loro contratti come collaboratrici presso l’assessorato provinciale del leghista Giorgio Bontempi sono scaduti e non appaiono rinnovati.

    Da una verifica di Tempo Moderno, però, risulterebbe che le dottoresse Ponzoni e Vitali abbiano ancora la loro scrivania in Provincia, ciascuna con un numero di telefono diretto (Anna Ponzoni: 030.3749.308; Cristina Vitali: 030.3749.342; entrambe presso settore economia e politiche negoziali.).

    Ma di cosa si occupavano le due consulenti? Il loro incarico aveva un oggetto articolato: “supporto al “Progetto Valcamonica, Valcavallina e Sebino”, al “Progetto di interventi di politica attiva del lavoro in attuazione dell’art.1, comma 411 legge n. 266/2005 – Iniziative a sostegno dell’occupazione” ed all’”attivazione degli ammortizzatori in deroga”.

    Sono progetti esauriti? Certamente no, tant’è che l’Amministrazione provinciale, scaduto l’ultimo della lunga serie di incarichi alle nostre due consulenti, procede, con più determinazioni consecutive, all’acquisto dello stesso servizio presso cooperative esterne.

    La cooperativa “Fraternità Servizi Società Cooperativa Sociale – ONLUS” di Ospitaletto (BS)”, per l’identico incarico prima svolto dalle due consulenti insieme a una terza collega, la dottoressa Erika Maccagnola, incassa in tre mesi € 19.800,00 a cui va aggiunta l’IVA, per complessivi € 23.760,00. Il costo parametrato sull’anno è di € 95.040,00.

    Per la verità, le consulenti costavano meno: l’impegno di spesa per la loro consulenza, nell’ultimo dei reiterati incarichi, era di € 17.301,00 per 15 settimane, che sono pari, all’anno, a € 59.976,68, da dividere tra le tre incaricate.

    In seguito, la medesima cooperativa riceve, dallo stesso Settore economia e politiche negoziali, un incarico di 14 mesi con oggetto che pare comprendere quello già curato dalle nostre consulenti, al costo di € 101.994,00. Su base annua sono € 87.423,43.

    Insomma, il progetto già affidato alle dottoresse Vitali e Ponzoni non è esaurito: prosegue e il costo viene fatturato da un soggetto diverso, la Fraternità Servizi Società Cooperativa Sociale – ONLUS” di Ospitaletto (BS), mentre le due consulenti hanno ancora scivania e linea telefonica diretta in Provincia.

    Certo, il costo cambia, con un aumento di spesa per l’amministrazione tutt’altro che trascurabile, mentre viene il sospetto che a fornire il servizio per conto della cooperativa siano ancora le stesse consulenti, che non hanno nemmeno cambiato il numero di telefono della rete interna della Provincia, e che non risultano avere avuto altri incarichi che giustifichino la loro presenza.

    Insomma, mica male per un ente il cui presidente si vanta, in ogni occasione, di avere tagliato le spese e realizzato risparmi. Considerato che lo stesso presidente ha pubblicamente attribuito al maestro Rojatti il merito di aver fatto risparmiare al Settore cultura dell’amministrazione provinciale la bellezza di € 300.000,00 all’anno (incredibile, vero? Ma prossimamente dimostreremo che la realtà è ben diversa), viene la voglia di suggerire al musicista di farsi un giro anche dalle parti del Settore economia e politiche negoziali, sempre che le 12 ore settimanali che dovrebbe passare negli uffici dell’assessorato alla cultura gli lascino del tempo libero.

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    UN COMMENTO

    1. qualcuno si ricorda di quando la lega tuonava contro il clientelismo, l\’attacamento alle poltrone, la corruzione?

      adesso è forse il partito peggiore da qs punto di vista. come mastella.
      proprio nulla di nuovo!!!

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