I grillini danno l’ultimatum a Maroni

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    (di a.t.) Martedì alle 18, davanti ai cancelli della scuola Miglio di Adro, si terrà la conferenza stampa di una delegazione di genitori e attivisti del “Popolo viola” per la presentazione della lettera che verrà inviata nei prossimi giorni al prefetto e consegnata a mano al ministero degli Interni di Roma. Un documento dai toni forti, in cui, sostanzialmente, si invita il ministro Roberto Maroni a far rimuovere i simboli del Sole delle Alpi entro il 4 dicembre e si lascia intendere che se ciò non avverrà gli attivisti del movimento procederanno “ad esercitare un’azione di supplenza”. Cioè, evidentemente, a toglierli loro.

     

    Ecco in anteprima il testo della lettera, che sta circolando in queste ore su Facebook.

    Al Prefetto di Brescia

    e p.c.

    Ministro degli Interni,

    Presidente Consiglio dei Ministri,

    Presidente della Repubblica Italiana,

    Segreterie Nazionali Partiti,

    Stampa,

    Sindaci.

    Ill.mo Signor Prefetto,

    abbiamo assistito con incredulità ed infine con sgomento al crescendo di sfide ai più elementari principi di civiltà raccolti nella legge fondamentale che dovrebbe regolare la nostra società, vale a dire la Costituzione frutto della Resistenza, messi in atto dal sindaco di Adro.

    Dobbiamo constatare che, ad oggi, nessuna autorità preposta sembra capace di ristabilire il piano di condivisione dei valori minimi, che permettono a ciascuno di esplicare la propria attività e le proprie convinzioni nel reciproco rispetto.

    Ci riferiamo ovviamente alla vicenda dei simboli leghisti che invadono lo spazio visivo di tutti i frequentanti la scuola, ed ogni angolo dello spazio vitale della stessa, costituendo una intollerabile coercizione nei confronti dei bambini che la frequentano, degli operatori che vi lavorano, per i cittadini tutti; in realtà anche di quelli che condividonon le idee rappresentate da quel simbolo, se si tien conto dell’elementare adagio "oggi a me domani a te".

    In altre parole, se decade il valore dello spazio pubblico come luogo dove tutti i cittadini possono identificarsi, perchè garantisce i diritti fondamentali di ciascuno, è chiaro che viene meno il principio del diritto comune e si ritorna alla condizione dell’"homo homini lupus".

    Questa ultima considerazione, espressa in varie forme, è ciò che la massa generale della pubblica opinione ha visto nella decisione del sindaco di Adro di riempire con i simboli del suo partito (partito, cioè, per definizione "una parte" della società) una scuola che dovrebbe essere "di tutti".

    L’obiezione del sindaco, per cui non si tratterebbe di un simbolo di partito, ma di una antica icona appartenente alla cultura del Nord, ed in particolare di Adro è tanto risibile da non richiedere neppure una parola di confutazione, tanto più che è stata formalmente rigettata anche dal ministro della pubblica istruzione Gelmini, come si dirà in seguito.

    Ma c’è un altro aspetto, che a nostro avviso non è stato adeguatamente affrontato nel dibattito di queste settimane, ed è l’aspetto che nella contingenza è il più grave ed inquietante. Viene quasi il sospetto che sia tanto grave ed inquietante che si tenta di esorcizzarlo ignorandolo.

    Alludiamo al fatto che, non solo si tratta del simbolo di "una parte" (di un partito) della società a detrimento di tutte le altre; ma anche del fatto che si tratta di un partito tutto particolare.

    Infatti nello STATUTO DELLA LEGA NORD PER L’INDIPENDENZA DELLA PADANIA, approvato nel corso del Congresso Federale Ordinario del 1-2-3 marzo 2002, visibile ancora oggi sul sito ufficiale della Lega Nord come statuto attuale del partito, si legge letteralmente:

    "Art. 1 – Finalità

    Il Movimento politico denominato ‘Lega Nord per l’Indipendenza della Padania’ (in seguito indicato come Movimento oppure Lega Nord o Lega Nord – Padania), costituito da Associazioni Politiche, ha per finalità il conseguimento dell’indipendenza della Padania attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica Federale indipendente e sovrana."

    Quindi la finalità esplicita di questo partito è quella di sovvertire la Repubblica Italiana e le sue leggi fino all’esito finale della sua estinzione. Infatti la Padania, in questo caso, non sarebbe una parte della eventuale Repubblica Federale Italiana; ma, scomparsa la Repubblica Italiana, ci sarebbe solo la Padania, con all’interno alcune "nazioni", come la Lombardia, il Veneto, il Piemonte, eccetera. Ed in questo caso il simbolo del "fiore delle Alpi" sarebbe puramente e semplicemente la bandiera del nuovo stato, come si può vedere sul sito della Lega Nord,, all’indirizzo http://www.leganord.org/simboli/bandiere_nazionali.asp, dove si può verificare la cosa:

    BANDIERA FEDERALE

    Padania

    L’obiezione per cui si tratterebbe SOLO di una "opinione politica" del tutto legittima non vale più dal momento che il signor Lancini nella sua qualità di Sindaco, cioè nella sua qualità di rappresentante di una articolazione della Repubblica Italiana, METTE IN ATTO, cioè fa diventare reale, sia pure in campo limitato, per il momento, l’esistenza di un soggetto statuale che sovverte la Repubblica stessa.

    Per questi motivi, preso atto della dichiarazione alla Camera fatta il 22 settembre dal ministro della pubblica istruzione Gelmini, diretto responsabile tra l’altro anche del fatto che nella scuola non si vada contro alla legislazione generale della Repubblica, laddove dice al Sindaco di Adro "è stato chiesto di adoperarsi per la rimozione dal polo scolastico del simbolo noto come ‘sole delle Alpi’" in quanto "non si può sottacere il fatto che si tratta di uno dei simboli utilizzati dal movimento politico al quale appartiene la maggioranza dell’Amministrazione comunale".

    Preso atto della esternazione del Presidente della Repubblica, direttamente garante della integrità nazionale, laddove dichiara che: "Nessun simbolo identificabile con una parte politica può sostituire, in sedi pubbliche, quelli della nazione e dello Stato".

    Ritenendo che ogni tentativo di banalizzazione dei fatti di Adro costituiscca una colpevole omissione da parte degli organi preposti nell’esercizio delle loro funzioni, pongono la data del

    4 DICEMBRE 2010

    come termine della rimozione di tutti i simboli dello Stato "della Padania … quale Repubblica Federale indipendente e sovrana" dalla scuola statale di Adro.

    TRASCORSO INUTILMENTE TALE TERMINE I SOGGETTI FIRMATARI DI QUESTO APPELLO SI VEDRANNO COSTRETTI AD ESERCITARE UNA AZIONE DI SUPPLENZA PER PORRE RIMEDIO ALLA COLPEVOLE LATITANZA DI CHI HA IL PRECISO DOVERE ISTITUZIONALE DI INTERVENIRE.

     

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