Rimpasto, la chiave di volta è Orto

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    Da mesi, in Loggia, si discute del rimpasto. O meglio del tagliando di giunta invocato a più riprese da diversi esponenti della maggioranza. E se fino a ieri la svolta sembrava vicina, oggi tutto è tornato nella palude dei veti contrapposti, come dimostra anche il fatto che nella riunione di lunedì sera tra il sindaco Adriano Paroli e i segretari dei partiti che lo sostengono di verifica – sostanzialmente – non si è nemmeno parlato. Ma nel centrodestra i movimenti sotterranei non mancano. A partire dall’Udc. Secondo indiscrezioni, infatti, il partito di Gianmarco Quadrini vuole sostituire l’assessore alla Mobilità Nicola Orto con il consigliere Giovanni Aliprandi, ma chiede anche che il passaggio venga guidato da Paroli in persona (che dovrebbe sostanzialmente invitare Orto a dimettersi). Al contempo la Lega Nord, forte degli ultimi successi elettorali, invoca un maggiore peso in giunta: non tanto un posto in più, quanto qualche delega pesante che oggi fa capo al Pdl (a beneficiarne sarebbe ancora il vicesindaco Fabio Rolfi). Quanto al Popolo delle libertà, infine, il cosiddetto Correntone (in particolare la componente che fa riferimento a Mariastella Gelmini) chiede almeno un assessorato in più e lamenta il fatto che la corrente Paroli-Cl-An (in particolare quest’ultima) sia sovrarappresentata nell’esecutivo cittadino. Mentre sul versante opposto, tra i fedelissimi del sindaco, c’è chi vorrebbe addirittura rafforzare le magre deleghe di Claudia Taurisano. Insomma: tutti o quasi vogliono cambiare qualcosa. Ecco perché alla fine potrebbe non cambiare nulla. Paroli, infatti, è restio a chiedere le dimissioni di Orto: un po’ perché gli toccherebbe fare il lavoro “sporco” per altri, un po’ perché ciò significherebbe scoperchiare la pentola che bolle. L’eventuale cambio nell’Udc, infatti, darebbe il via a un valzer di richieste nella maggioranza e a pagarne lo scotto sarebbe proprio Paroli: la sua corrente, che forse lascerebbe qualche posizione sul campo, ma anche la solidità della sua giunta. Ma il sindaco dovrà fare ancora i conti con la Lega, che – quasi certamente – anche in questo passaggio non rimarrà a bocca asciutta.

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    1. La dimostrazione lampante che al di là delle chiacchiere, delle rolfate e labolanate pelose, c\’è il nulla. Quanto manca alle elezioni?

    2. Giusto per essere chiari a Brescia il Pd è il primo partito e mi pare non manchino personalità di valore. Certo meglio di quelle leghiste e pidielline!

    3. Caro Gio allora mi dica chi è il candidato alle prossime elezioni se c\’è tanta scelta! Quanto al primo partito, messo che sia vero, si ricordi che bisogna pure trovarsi gli alleati per vincere!

    4. Direi che se uno appoggia questa giunta di mezze tacche deve solo fare silenzio perchè pure il mio cane è meglio della media degli assessori. quindi c\’è poco da fare i saccentoni, che di problemi ne avete e di belli grossi al vorsto interno a partire dalla Lega che si sta MAGNANDO TUTTO il magnabile. Che ridere che farà il Pdl al 6 per cento fra tre anni.

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