A Monza la personale di Buffoli

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    Leo Galleries, galleria monzese, inaugura la prima mostra personale dedicata a Giuseppe Buffoli (artista rovatese residente da qualche anno a Milano) dal titolo "Amplificare il ricordo per tornare al reale". In mostra – che resterà aperta al pubblico fino al 10 ottobre – sarà presentata una selezione di carte e grafiche ed un grande intervento scultoreo ad esse riferito.

    “Il suo interesse prioritario", si legge nel catalogo, "si è sviluppato attorno alla riflessione e all’analisi […] delle problematiche concernenti il linguaggio e la pratica della scultura che, in lui, non si scosta mai troppo dal suo valore tradizionale, ma cerca comunque inedite attribuzioni […]. L’interesse per la scelta ponderata e curata dei materiali, il desiderio di monumentalità spaziale e di dialogico confronto e scambio con l’ambiente e il luogo si preservano, ma muta la consapevolezza di volerli lasciare – concettualmente – come infiniti, eterni ed imperituri. Buffoli vede nella scultura l’eventualità di descriversi come iterata, pur immobile, instabilità, paventando una sua disarticolata resistenza, una fragilità autoportante che in ogni istante potrebbe frangersi, incrinarsi fino a disintegrare quello per cui era stata eseguita. […] L’incertezza continuata e continuativa è la chiave di volta delle sue costruzioni e composizioni che in un unico istante preciso, un punto solo e assoluto, luogo definito del verificarsi, concede la sua determinante sicurezza. […] Un discorso a parte merita poi la sua pregevolissima produzione legata alla grafica […]: la straordinaria abilità di disegnatore e d’incisore-stampatore si ritrova in un lavoro che vede la superficie della carta come un terreno spaziale in cui trasferire gli equilibri, le forme e la plasticità delle opere scultoree. Queste carte diventano per lui, di fatto, una sorta di apparato integrante quello della scultura […]. Le carte quindi, riassumendo e sintetizzando il pensiero, si possono valutarle come sculture bidimensionali e, viceversa, le sculture si avvicinano ad essere segni grafici resi nelle tre dimensioni. […] La ricerca di Giuseppe Buffoli, in bilico sul filo del paradosso dell’improbabilità, trova il proprio percorso perché si rende sempre verificabile nell’esperienza. Vanificando ogni dubbio, su quel filo d’incertezza muove sicura passi da gigante conscia dell’immutabile provvisorietà delle visioni che in lei trovano concretezza. Del resto il paradosso non è proprio lì, materializzato davanti ai nostri occhi, descritto in forme appartenenti alla nostra memoria-esperienza visiva? Lì efficacemente sorprendente, tanto nelle carte quanto nelle sculture.”

    In questa mostra si riassume, attraverso l’inedita serie di lavori, il senso del coinvolgimento cui Giuseppe Buffoli lascia seguire la propensione a guardare-ci dentro per tornare ad osservare-ci attorno con occhi nuovi e più consapevolmente pronti. Buffoli induce a recuperare dal dentro le emozioni per riportare ad una pratica ignota della realtà e più consapevole ma che sempre si muove dalla nostra esperienza.

    In occasione della mostra verrà pubblicato un catalogo bilingue italiano-inglese con il saggio critico di Matteo Galbiati, la riproduzione delle opere in mostra e un aggiornato apparato biografico.

    Giuseppe Buffoli è nato a Chiari (BS) nel1979. Ha frequentato il corso di Scultura, presso l’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano dove si è diplomato nel 2003.

    Nell’estate 2007 partecipa al corso d’eccellenza T.A.M. (trattamento artistico dei metalli). Nel 2020 ottiene, con l’incisione Soprasotto, un premio all’XI Salon Primo. Nel 2009 realizza una scultura permanente per la nuova sezione didattica nel Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano. Tra il mese di dicembre 2009 e gennaio 2010 prende parte alla residenza internazionale per artisti Harlem Studio Fellowship by Montrasio Arte a New York (U.S.A.) dove presenta la mostra Suspended. Vive e lavora a Milano.

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