Cosa è successo al Pirellino

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    Una protesta locale, che ha coinvolto l’assessore regionale, che trasformerà l’emergenza in nazionale. Si allarga sempre più l’emergenza sfratti tornata prepotentemente alla ribalta ieri pomeriggio, quando un gruppo composto da una sessantina di persone, molti immigrati con donne e figli e persone del Comitato Antisfratto bresciano, ha praticamente preso possesso della sede della Regione Lombardia a Brescia in via Dalmazia, il cosiddetto "Pirellino". Una decina di manifestanti è addirittura salita sul tetto dell’edificio, con la minaccia di non scendere finché non fosse arrivato l’assessore regionale alla Casa, Domenico Zambetti. E l’assessore è effettivamente arrivato, ha incontrato i manifestanti (ci sono stati attimi di tensione palpabile) e ha formalmente promesso di occuparsi della questione, come d’altronde ha detto di fare già da un po’ di tempo.

    Secondo l’assessore il problema va affrontato a livello nazionale, ed è per questo che il Consiglio Regionale voterà una moratoria in cui si chiede l’intervento dello Stato, per la creazione di un fondo di garanzia a copertura delle procedure di sfratto in essere.

    I protestanti dal tetto sono intervenuti in diretta telefonica anche a Radio Onda d’Urto, dove hanno spiegato che non intendono vivere "a gratis" nei loro appartamenti, semplicemente non ce la fanno più a sostenere le spese d’affitto, e se cacciati non sanno dove vivere con i figli e la moglie spesso a carico. Nel 2009 sono stati 1800 gli sfratti esecutivi a Brescia; nel 2010 rischiano di arrivare a 2500.
    a.c.

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