La produzione industriale cala ancora

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    Nel terzo trimestre del 2010, la produzione delle imprese manifatturiere bresciane ha registrato un calo, causato certamente dal consueto rallentamento dell’attività in coincidenza con la chiusura delle fabbriche durante il mese di agosto, ma anche dal fatto che la timida ripresa, registrata nel primo semestre dell’anno, sembra aver perso lo slancio iniziale. L’indice grezzo della produzione industriale ha registrato una diminuzione del 3,2% rispetto al secondo trimestre. Il tasso di crescita acquisito, ovvero la variazione media annua che si avrebbe nel caso in cui l’indice non subisse più variazioni nel corso del 2010, risulta pari al 3% per cento. Ipotizzando una crescita costante e uguale a questa nei prossimi anni, la produzione industriale bresciana raggiungerebbe il livello pre-crisi solo nel 2019.

    La variazione tendenziale della produzione (rispetto al terzo trimestre del 2009) è pari a più 5,9%, mentre l’indice della produzione destagionalizzato, cioè corretto per i giorni lavorativi, è aumentato dello 0,19% rispetto al trimestre precedente. Le aspettative a breve risultano stazionarie per quanto riguarda la produzione e leggermente negative per l’occupazione: scontano uno scenario caratterizzato da forti preoccupazioni relative all’andamento dei corsi delle materie prime, alla variabilità del tasso di cambio euro/dollaro e alle incertezze sulle condizioni di accesso al credito. Il permanere di una situazione di instabilità per quanto riguarda l’andamento congiunturale è confermato dall’ampio ricorso agli ammortizzatori sociali: nei primi nove mesi sono state autorizzate oltre 36 milioni di ore di cassa integrazione guadagni (al netto della cassa in deroga), con un incremento del 40,3% per cento rispetto allo stesso periodo del 2009.

    • La disaggregazione dell’indice grezzo della produzione per classi dimensionali mostra decrementi produttivi in tutte le classi di impresa: superiori alla media per le imprese di maggiore dimensione (- 5,2%) e per le medie imprese (- 4,7%); quasi uguali alla media per le imprese medio-grandi (- 3,6%) e per le piccole imprese (- 3,0%); inferiori alla media per le micro imprese (- 2,2%) e per le grandi (- 1,1%).

    • La disamina per settore evidenzia un forte calo della produzione nei settori: carta e stampa (- 12,1%), meccanica di precisione e costruzione di apparecchiature elettriche (- 7,0%), materiali da costruzione ed estrattive (- 4,1%); diminuzioni più contenute nei settori: metallurgico e siderurgico (- 3,7%), chimico, gomma, plastica (- 3,6%), meccanica tradizionale e mezzi di trasporto (- 2,9%), maglie e calze (- 1,6%), abbigliamento (- 0,8%); aumenti della produzione nei comparti: agroalimentare e caseario (+ 2,1%), calzaturiero (+ 1,4%), legno e mobili in legno (+ 0,5%), tessile (+ 0,8%).

    • Il calo della produzione si è tradotto nella diminuzione di un punto del tasso di utilizzazione della capacità produttiva, portando l’utilizzo degli impianti al 65%, rispetto al 66% del trimestre precedente e al 60% del terzo trimestre 2009.

    • Le vendite sul mercato italiano sono diminuite per il 33% delle imprese, aumentate per il 20% e rimaste invariate per il 47%. Le vendite sui mercati esteri hanno registrato andamenti quasi analoghi: quelle verso i Paesi comunitari sono diminuite per il 27% delle aziende, aumentate per il 18% e rimaste stabili per il 55%; quelle verso i Paesi extra UE sono calate per il 23%, cresciute per il 17% e rimaste invariate per il 60% delle imprese.

    • I consumi energetici sono diminuiti per il 34% degli operatori, con una variazione media negativa del 3,1%. Le giacenze di prodotti finiti sono ritenute adeguate alle necessità aziendali dall’80% delle imprese e le scorte di materie prime dall’87%.

    • I costi di acquisto delle materie prime sono cresciuti per il 40% delle imprese, con un incremento medio del 2,2%. I prezzi di vendita dei prodotti sono stati mantenuti costanti dal 79% delle aziende, con un aumentato medio dello 0,2%.

    • Il costo del lavoro è cresciuto per il 6% delle aziende ed è rimasto invariato per il 94%. Gli investimenti effettuati nel trimestre sono diminuiti per il 14% delle imprese e rimasti costanti per il 77%.

    • Le prospettive per il quarto trimestre indicano una stabilità della produzione. L’attività è prevista costante dal 62% delle imprese e in aumento dal 19%. Le aspettative sono ottimistiche nei comparti: carta e stampa, chimico, gomma e plastica, legno e mobili in legno, materiali da costruzione ed estrattive, metallurgico e siderurgico, meccanica di precisione e costruzione di apparecchiature elettriche, tessile; sono pessimistiche nei settori: abbigliamento, calzaturiero, maglie e calze, meccanica tradizionale e mezzi di trasporto; sono stazionarie nel settore agroalimentare e caseario. Le previsioni sono più favorevoli per le imprese medie, medio-grandi, grandi e maggiori; sono negative per le micro imprese e per le piccole.

    • Gli ordini provenienti dal mercato interno sono previsti in aumento dal 15% delle imprese e stabili dal 70%; quelli dai Paesi UE presentano un saldo positivo, tra imprese che indicano variazioni in aumento e in diminuzione, del 4% e quelli dai Paesi extra UE un saldo positivo del 2%. La manodopera è attesa costante dall’85% delle imprese e in diminuzione dall’8%.

    L’andamento per settore

    • Abbigliamento

    Le imprese del settore hanno diminuito la produzione dello 0,8% rispetto al trimestre precedente. La variazione tendenziale è negativa: – 4,8%. I consumi energetici hanno subito una flessione dello 0,8% nei confronti del secondo trimestre. Le vendite in Italia e all’estero hanno evidenziato un andamento negativo, in aumento invece la dinamica degli investimenti, come le giacenze di prodotti finiti e le scorte di materie prime. I costi delle materie prime sono aumentati del 2,9%, mentre i prezzi di vendita non hanno subito variazioni significative. Le prospettive a breve sono ancora negative per produzione e manodopera; risultano invece in modesto aumento gli ordini nazionali ed esteri.

    • Agroalimentare e caseario

    Il settore, dopo un inizio d’anno piuttosto deludente, evidenzia un aumento della produzione pari al 2,1%; la variazione tendenziale è positiva (+ 3,9%); i consumi energetici hanno subito un incremento dell’1,7 %. In flessione le vendite in Italia, in crescita invece quelle nei mercati esteri. I costi di acquisto delle materie prime sono aumentati dello 0,3%, i prezzi di vendita dello 0,5%. Le aspettative a breve sono per il sostanziale mantenimento dei livelli produttivi attuali, sebbene sia atteso un recupero delle vendite nazionali.

    • Calzaturiero

    Il comparto presenta una variazione congiunturale della produzione pari a +1,4%; la dinamica tendenziale è tuttavia estremamente negativa: -9,0%. I consumi energetici sono aumentati dell’1,4%. Piuttosto piatte le vendite in Italia e nei Paesi extra UE, in crescita quelle nel mercato comunitario; in forte flessione anche le giacenze di prodotti finiti. I costi delle materie prime sono aumentati del 3,3%, mentre i prezzi di vendita non sono variati. Le previsioni a breve sono negative, in particolare per quanto riguarda la produzione e gli ordini nazionali.

    • Carta e stampa

    Le imprese del settore hanno dichiarato un significativo calo della produzione (-12,1%) rispetto al trimestre precedente; la variazione tendenziale è negativa, pari a -7,2%. I consumi energetici sono diminuiti dell’11,3%. Le vendite in Italia e nei mercati comunitari hanno registrato un andamento negativo, moderatamente positive quelle verso i Paesi extra UE. Le giacenze di prodotti finiti e le scorte di materie prime non hanno subito variazioni significative. I costi di acquisto delle materie prime sono aumentati del 7,6%, i prezzi di vendita dei prodotti finiti hanno subito un incremento del 4,0%. Le prospettive a breve sono positive, soprattutto per la produzione e gli ordini dai mercati nazionale e comunitario.

    • Chimico, gomma e plastica

    Dopo quattro variazioni congiunturali positive la produzione subisce una flessione pari a -3,6%, portando la variazione tendenziale a +10,6%. I consumi energetici hanno registrato una diminuzione del 2,7%. Notizie molto positive giungono dalle vendite in Italia, mentre quelle all’estero e gli investimenti evidenziano saldi negativi particolarmente ampi. I costi di acquisto delle materie prime sono aumentati del 2,1%, mentre i prezzi di vendita sono stati rivisti al rialzo per lo 0,7%. Le aspettative per i prossimi mesi sono moderatamente positive per la produzione e gli ordini nazionali, le altre variabili non dovrebbero invece subire variazioni significative.

    • Legno e mobili in legno

    La produzione nel settore è aumentata dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e del 3,8% nei confronti dello stesso periodo dell’anno scorso. I consumi energetici sono cresciuti dell’1,2%. Le vendite in Italia e nei mercati esteri risultano positive. Gli investimenti hanno registrato un moderato aumento. I costi di acquisto delle materie prime sono cresciuti del 2,1%, mentre i prezzi di vendita sono diminuiti dello 0,3%. Le prospettive a breve sono positive per quanto riguarda la produzione, gli ordini nazionali ed extra UE.

    • Maglie e calze

    La produzione evidenzia la undicesima variazione congiunturale negativa consecutiva (-1,6% rispetto al secondo trimestre 2010); ciò ha portato la variazione tendenziale a -8,5%. I consumi energetici sono diminuiti del 3,7%. La flessione non ha riguardato le vendite in Italia e all’estero, che non hanno subito variazioni significative. Gli investimenti hanno evidenziato invece un forte calo. I costi di acquisto delle materie prime sono aumentati del 3,3% mentre i prezzi di vendita risultano in rialzo dell’1,6%. Le aspettative per i prossimi mesi sono ancora molto negative per quanto riguarda la produzione e la manodopera; gli ordini dal mercato nazionale ed estero non dovrebbero invece subire variazioni significative.

    • Materiali da costruzione ed estrattive

    Le imprese del settore evidenziano una variazione congiunturale della produzione pari a – 4,1%; rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso la variazione è negativa del 6,0%. I consumi energetici sono diminuiti del 3,2%. Le vendite nei Paesi extra UE non hanno subito variazioni significative, mentre quelle in Italia e nei Paesi UE UE sono in flessione rispetto al periodo precedente. I costi di acquisto delle materie prime sono rimasti invariati; i prezzi di vendita dei prodotti finiti sono invece diminuiti dello 0,1%. Le prospettive a breve sono moderatamente positive in riferimento a produzione e ordini nazionali, negative per quanto riguarda la manodopera.

    • Metallurgico e siderurgico

    La produzione è diminuita del 3,7% rispetto al trimestre precedente, mentre la variazione tendenziale è del + 23,2%. I consumi energetici sono diminuiti del 3,9%. Moderatamente positivo l’andamento delle vendite nei mercati extracomunitari, piatto quello delle vendite in Italia e in UE. In flessione, inoltre, le giacenze di prodotti finiti e le scorte di materie prime, in recupero gli investimenti. I costi di acquisto delle materie prime sono aumentati del 4,3%, mentre i prezzi di vendita sono cresciuti dello 0,6%. Le previsioni a breve sono per il sostanziale mantenimento dei livelli produttivi attuali, sebbene lievi flessioni siano attese per gli ordini nazionali ed esteri.

    • Meccanica di precisione e apparecchiature elettriche

    Dopo il balzo della produzione registrato nel trimestre precedente, le imprese del settore evidenziano una brusca diminuzione congiunturale (-7,0%) che porta il tasso tendenziale a +0,8%. I consumi energetici sono diminuiti del 6,0%. La dinamica delle vendite in Italia e all’estero è molto negativa. Le giacenze di prodotti finiti e le scorte di materie prime sono in aumento; gli investimenti hanno registrato un lieve calo. I costi delle materie prime sono cresciuti dello 0,7%, i prezzi di vendita sono diminuiti dell’1,4%. Le prospettive a breve sono volte alla stabilità dei livelli produttivi; segnali positivi giungono dagli ordini extra UE e negativi da quelli comunitari.

    • Meccanica tradizionale e mezzi di trasporto

    Le imprese del settore evidenziano una flessione congiunturale della produzione pari al 2,9%; ne consegue una variazione tendenziale pari a +9,9%. I consumi energetici sono diminuiti del 3,0%. In calo le vendite, soprattutto quelle in Italia, in moderata flessione anche gli investimenti. I costi di acquisto delle materie prime sono aumentati dell’1,9%, mentre i prezzi di vendita crescono solo dello 0,2%. Le aspettative a breve propendono per il sostanziale mantenimento dei livelli produttivi attuali, con modeste flessioni per gli ordini provenienti dall’interno e dai Paesi extracomunitari.

    • Tessile

    Il settore registra una variazione congiunturale positiva (+0,8%), mentre il tasso tendenziale è pari a -2,1%. I consumi energetici hanno subito una flessione dello 0,6%. La dinamica delle vendite è positiva, sia per quelle in Italia, sia per quelle nei mercati esteri. Le giacenze di prodotti finiti, le scorte di materie prime e gli investimenti sono in aumento. Il costo di acquisto delle materie prime è cresciuto dell’1,6%, mentre i prezzi di vendita hanno subito un incremento dello 0,8%. Le previsioni a breve sono moderatamente positive per produzione e manodopera, molto ottimistiche per ordini nazionali ed esteri.

    L’Indagine viene effettuata trimestralmente su un panel di 250 imprese associate appartenenti al settore manifatturiero.

     

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