Pd chiede la restituzione di 21mila euro

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    21mila euro. Tanto chiede il Pd cittadino agli assessori che fecero, a detta del partito, un uso improprio, o un po’ leggero, delle carte di credito comunali.

    A distanza di dieci mesi il partito di Giorgio De Martin torna prepotentemente sulla questione e con dati alla mano chiede un rimborso agli assessori sperperatori. I mesi in cui la questione è stata tenuta un po’ sotto traccia sono serviti per analizzare dettagliatamente le spese dichiarate dalla Giunta, e per dare il tempo ai diretti interessati di fornire le pezze giustificative per le spese fatte da luglio 2008 a dicembre 2009. Alcune non sono mai arrivate (i diretti interessati hanno dichiarato che non si ricordano come hanno speso quei soldi), ed altre sono state ritenute non consone. Che significa? Ad esempio le motivazioni fornite sono incomplete o generiche, le spese effettuate sono autoreferenziali (denaro speso assieme a colleghi assessori o consiglieri comunali o circoscrizionali) o semi-autoreferenziali (con persone di società controllate dalla Loggia). Dove sono stati spesi i soldi? Prevalentemente in ristoranti della città. E pensare che, dice il Pd, la Loggia tramite una delibera di Giunta dell’ottobre 2008 diceva che le spese: «devono essere tutte documentate e le pezze giustificative raccolte dalle segreterie degli assessori e inviate al settore Bilancio e Ragioneria». Gli stessi assessori poi disattesero la delibera. 

    In totale nel periodo passato sotto la lente d’ingrandimento dal Pd le spese sono state 49.452,65 euro. La somma richiesta agli assessori interessati dal Pd ammonta a 21mila euro, pari al 57% di spese non giustificabili o illegittime.
    a.c.

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