Paroli, ritorsione al quotidiano scomodo

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    Quell’articolo sulle carte di credito, evidentemente, ha fatto imbestialire il sindaco Adriano Paroli. Che dopo averlo letto ha dato ordine ai suoi uffici di interrompere immediatamente l’acquisto del quotidiano incriminato. A riferirlo è il consigliere comunale del Pd Claudio Bragaglio che, nel pomeriggio di oggi, ha inviato una nota per “denunciare” l’accaduto e depositato un’interrogazione al sindaco per far luce della questione. Secondo la ricostruzione del consigliere d’opposizione, a far perdere le staffe al sindaco sarebbero stati gli articoli – pubblicati domenica su diversi quotidiani locali e nazionali – sulla conferenza con cui il Pd ha fatto il nuovo punto sulle carte di credito utilizzate dagli assessori per pranzi e cene. In particolare, però, Paroli non avrebbe gradito il pezzo del Giorno in cui è stato anche pubblicato il dettaglio per singolo assessore con tanto di percentuale di spese “irregolari e non giustificate”, accompagnato da una nota pungente della giornalista (ex caposervizio delle pagine bresciane) Italia Brontesi. “In ragione di tale pubblicazione del Giorno è stata formalmente inviata dalla segreteria istituzionale del sindaco, e su sua esplicita indicazione, una comunicazione a tutti gli assessori affinché venisse interrotto l’acquisto quotidiano della copia del “Giorno”, accusa Bragaglio. E aggiunge. “Solo a seguito di rimostranze da parte di alcuni assessori, è partita una nuova comunicazione ufficiale tesa a precisare che si sarebbe trattato d’un errore e che la disposizione avrebbe riguardato il solo Sindaco di Brescia, che ha comunque confermato per se stesso la disposizione di non acquistare copia del Giorno”. Insomma: Paroli prima avrebbe ordinato di interrompere l’acquisto del quotidiano “scomodo”, poi – accortosi dell’errore politico – si sarebbe parzialmente corretto chiarendo comunque che lui quel giornale non l’avrebbe più comprato. Di qui l’accusa di Bragaglio, che parla di “un atto ritorsivo e censorio particolarmente grave nei confronti del giornale ma, più in generale, anche un modo scorretto e lesivo di libertà nell’intendere i rapporti con la stampa”. A far luce sulla vicenda sarà senza dubbio la risposta del sindaco. Ma nel frattempo sorge spontanea una considerazione di carattere generale. Vietare l’acquisto di un quotidiano che – bene o male, comunque in buona fede – fa semplicemente il suo mestiere è senza dubbio un brutto gesto. Soprattutto se a farlo è chi è chiamato a rappresentare tutti i cittadini bresciani.

    ECCO LA NOTA DI ITALIA BRONTESI SU IL GIORNO

    A Natale un’agenda per tutti

    Se non fosse una questione serie, perché, per citare il sindaco Adriano Paroli nel marzo scorso, neppure un euro dei cittadini deve essere speso se non per finalità politiche, ci sarebbe da sorridere per alcune pezze giustificative ai conti pagati al ristorante coi soldi dei bresciani. “Non ricordo, ma sono certo che è stato un momento di rappresentanza”. E a Santo Stefano, giorno insolito per una cena di lavoro: “Dato il giorno di festa non vi erano strutture pubbliche aperte”. E perché se proprio non si poteva rinunciare al ristorante, non mettere mano al portafoglio o fare alla romana? “Non sapevo che bisognava fare così” si è giustificato qualcuno. Eppure, che significa spesa di rappresentanza e uso consentito di soldi pubblici, l’aveva spiegato già nel 2008 l’assessore al Bilancio, Fausto Di Mezza, uno dei pochi che parte dei soldi li ha restituiti. In attesa che tutta la giunta rimborsi quel che va rimborsato, un consiglio per Natale: regalare agli assessori, pagando di tasca propria, un’agenda per ricordare con chi e perché si è pranzato. Oppure un ricostituente per la memoria.

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    UN COMMENTO

    1. Massima solidarietà a Italia Brontesi che oltre ad essere una splendida persona è anche un\’ottima giornalista, una professionista che, nel silenzio totale dei giornali \"istituzionali\", ha fatto solo il suo lavoro. Purtroppo certi amministratori con la trippa pronunciata e il culto della poltrona non sopportano il fatto di essere colti in castagna. Basterebbe non farle le \"castagnate\" o al massimo \"pagarsele\" di tasca propria.
      VERGOGNA! Branco di Berluschini!
      Happy Bunga Bunga ti everybody

    2. Solidarietà alla collega Italia, una delle poche che in città fa questo mestiere senza autocensure. Quanto accaduto è grave, perchè testimonia quale è il rapporto tra i nostri politici e certi giornali.

    3. Caro Paroli, sono un elettore del Pdl e mi permetto di dirle che lei stavolta ha proprio sbagliato. Dobbiamo rispettare chi la pensa diversamente da noi e non fare come certa sinistra che addita nemici tutti i giorni. Ringrazio gli assessori che le hanno fatto cambiare idea e spero che non si ripetano più simili episodi. Maurizio

    4. @ vincenzo: concordo con lei, certe notizie i quotidiani locali non le pubblicano, si possono solo leggere su internet
      @ giornalista: si guardi allo specchio e si domandi perché
      @ elettore Pdl: questa è democrazia

    5. una brutta caduta di stile sicuramente da condannare…….
      in ogni caso di spese improprie anche le precedenti giunte le hanno fatte, chi è senza peccato scagli la prima pietra!!!
      Il torto è nostro che continuiamo a subire!!!!!!

    6. DIRE CHE LE HANNO FATTE ANCHE GLI ALTRI NON MI SEMBRA UNA GIUSTIFICAZIONE! E COMUNQUE PAROLI STAVOLTA HA SBAGLIATO, CHIEDA SCUSA PUBBLICAMENTE.

    7. Ma vi rendete conto? Oggi lo vieta agli assessori, domani taglierà la pubblicità, dopodomani farà un editto per vietarlo in città! Si comincia sempre così.

    8. Segue le indicazioni liberali del padrone Silvio Bunga Bunga … ricordate quando invitava gli industriali a non comprare spazi pubblicitari su Repubblica, sul Fatto o in trasmissioni come Annozero? Ecco, nel suo piccolo anche il Poltrona fa la stessa cosa.

    9. Vi consiglio una bella lettura: guardate quali sono i quotidiani e via dicendo su cui il Comune e le società controllate fanno pubblicità. Vi siete mai chiesti perché sono sempre gli stessi?

    10. Francamente non capisco perché Bragaglio voglia continuare a rompere le scatole su tutto, anche con scuse che mi sembrano pretestuose. Mi sbaglio o quella interrogazione non l\’hanno voluta firmare nemmeno quelli del Pd? E poi mi dite come mai il Giorno di questa cosa non ha nemmeno parlato? Se fossero parte lesa l\’avrebbero già fatto.

    11. I pranzi e le cene effettuate dal sindaco dal vice sindaco e da quasi tutti i suoi assessori, pagate con i nostri soldi, mette in grande imbarazzo sia Paroli che tutta la maggioranza di centro-destra, sarebbe ancor più grave che si voglia colpire la libertà di stampa impartendo ordine così prepotenti.
      Se poi il sindaco è stato costretto a rettificare l\’ordine \"chiarendo\" che tale indicazione valeva solo per se stesso non cambierebbe la sostanza, ovvero ci si troverebbe di fronte a persone che sono pronte ad utilizzare perfino la ritorsione per intimidire i giornalisti e il loro libero diritto di cronaca.

    12. C\’è solo un modo per salvare la città da questo triste declino, mandare a casa Paroli e la sua mediocre giunta. Complimenti al PD per la sua ottima opposizione, Gente seria e preparata.

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