Il sindaco dimissionario diserta il consiglio

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    Alla fine non si è presentato. Il sindaco dimissionario di Bedizzole, Roberto Caccaro, non ha preso parte alla seduta del Consiglio Comunale, convocata per ieri sera, senza giustificare la propria assenza. Il presidente del Consiglio, Barba, ha letto la lettera di dimissioni (da giorni, ormai, di dominio pubblico) ai consiglieri e al folto gruppo di cittadini presenti in sala, più che mai ansiosi di conoscere motivazioni e valutazioni del primo cittadino.

    Nulla: nemmeno l’insistenza dei tre gruppi di minoranza ha permesso lo svolgersi di un dibattito annunciato sulle ragioni del gesto: una rapida sospensione dei lavori seguita dalla riunione dei capigruppo ha concesso un intervento per gruppo sulle comunicazioni del Presidente.

    Cottini (Democrazia e Solidarietà) si è dichiarato sconcertato per l’assenza di Caccaro, dichiarando che le dimissioni sono la prova del fallimento dell’azione amministrativa della maggioranza di centrodestra, divisa e litigiosa. Dello stesso tenore le dichiarazioni di Capra (Lega Nord), che ha puntato l’attenzione sulla fine dell’esperienza della Giunta Caccaro, e di Rigon (Gruppo Misto), che ha ribadito la propria convinzione sulla scarsa coesione e collaboratività del gruppo di maggioranza, a causa dei quali ha abbandonato ormai da qualche mese il gruppo consiliare.

    Il capogruppo di maggioranza, Stretti, ha minimizzato, derubricando le dimissioni di Caccaro ad un atto dettato da motivi personali e quindi da non commentare, e polemizzando con le minoranze. All’apparenza, la maggioranza sembra sicura di un ripensamento ed è incline a credere in un celere ritiro delle dimissioni.

    Tanta, in sala, la delusione per la mancata presenza del primo cittadino e soprattutto per le mancate – e molto attese – spiegazioni in merito al gesto. Tutta la seduta è proseguita in un tono teso e nervoso, specialmente negli scranni della maggioranza, chiamata ad approvare un assestamento generale di bilancio che cancella 1.300.000 euro di entrate non riscosse per il ritardo nella approvazione e pubblicazione del PGT (che hanno di fatto azzerato il piano delle opere pubbliche) e che mostra una sofferenza dei parametri per il rispetto del Patto di stabilità 2010, distante ben 400.000 euro dal saldo obiettivo. Nonostante gli impegni e i correttivi annunciati dall’assessore al Bilancio, sarà difficile che il Comune riesca a rientrare nei rigidissimi parametri previsti dalla legge (e non sarà il solo, in provincia).

    La tensione, palpabile, è esplosa al termine del Consiglio, quando la dichiarazione di voto sul punto in discussione argomentata dal capogruppo Cottini ha innescato un battibecco tra alcuni esponenti di maggioranza e lo stesso consigliere: segno evidente di una serata all’insegna del nervosismo. Chiuso il consiglio, comunque, rimangono aperti tutti gli interrogativi. Che accadrà? Stiamo a vedere.

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