L’immigrazione e il ruolo delle istituzioni

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    Egregio Direttore, in significative occasioni – penso al Convegno sull’immigrazione promosso dal PD provinciale a Rezzato o al recente confronto sul Regolamento delle Consulte, presso Casa delle Associazioni – sono emersi i temi della rappresentanza degli immigrati a Brescia. Tenendo presente che nella sola città di Brescia sono residenti 35 mila immigrati su 190 mila cittadini.

    Sul piano generale si tratta di affermare il riconoscimento del voto amministrativo per persone che sono residenti ormai stabilmente nei diversi comuni, ma che vivono problematiche irrisolte di integrazione.

    Ma il problema dell’integrazione multiculturale e civica non può però limitarsi all’attesa del voto amministrativo. Qui e ora, ci si deve misurare con problemi che non possono essere rinviati.

    La vicenda degli immigrati sulla Gru ci parla di molte cose riguardanti anche Brescia. Il riconoscimento dei diritti di lavoratori che – disperatamente – ricercano legalità e regolarizzazione, il valore straordinario dell’impegno sociale di Cgil, Cisl, Acli e dell’Ufficio Migranti, la necessità d’una valutazione meno pregiudiziale e più equilibrata sul ruolo dell’Associazione “Diritti per tutti”. Al tempo stesso, va criticamente rimarcata l’assenza di mediazione e d’attenzione delle Istituzioni locali, a cominciare dalla Loggia e dalla Prefettura. Ci si trova di fronte ad una aspirazione profonda alla legalizzazione e regolarizzazione del lavoro e dei rapporti sociali che non va disattesa, nelle forme possibili e praticabili. E la cui manifestazione pubblica da parte dei migranti va consentita ed autorizzata semplicemente perché giusta, e non solo per evitare il rischio – pur reale – di “nuove gru”.

    Tale vicenda ci dice, inoltre, d’una necessità di rappresentanza di questi immigrati che si rapporti alle istituzioni locali e che valorizzi lo stesso ruolo meritevole svolto da associazioni laiche e cattoliche o da sindacati.

    Nella precedente Giunta Corsini, da parte degli assessori Comini, Capra ed anche del sottoscritto era stato avviato in Loggia un lavoro per la costituzione di una “rete civica e sociale” che si è avvalso dell’impegno e della grande competenza di Franco Valenti.

    Tra le prime decisioni della Giunta Paroli vi fu l’azzeramento di quell’esperienza, con l’allontanamento di persone impegnate con passione su quel difficile fronte.

    Penso che, almeno per ora, tale percorso non possa essere riproposto, ma di fronte all’esigenza di dar voce e volto ad una rappresentanza dei migranti vada rilanciato un nuovo impegno nelle forme politicamente possibili, ancorché limitate.

    Una prima ipotesi è la costituzione di una “Consulta degli immigrati”, prevista da molti Comuni sulla falsariga di Torino, eletta con il voto espresso dagli immigrati residenti in città.

    Una seconda e diversa ipotesi è la costituzione sempre di una “Consulta”, ma formata con modalità analoghe a quelle già previste dal Regolamento attuale delle Consulte cittadine, ovvero costituita da rappresentanti indicati dalle varie associazioni etnico-territoriali presenti in città.

    Risulta evidente il diverso peso delle due ipotesi, che mi porta a favorire la prima ipotesi. Ma in ogni caso si tratta di avviare un confronto, in primo luogo con le diverse realtà degli immigrati, al fine di poter costituire un organismo che si rapporti alle diverse istituzioni locali per avanzare proposte e costruire soluzioni ai problemi di integrazione sociale.

    A questo proposito ho richiesto la convocazione della Commissione Consiliare Partecipazione della Loggia per avviare il necessario approfondimento sia in sede politica, che con le diverse realtà associative, per valutare le diverse ipotesi in campo.

    Claudio Bragaglio (Consigliere comunale Pd, vicepresidente della Commissione Partecipazione)

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