L’ira del presidente Dallera contro Loggia, Broletto e Governo. “Sono profondamente disgustato dalla politica”

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    “Sono disgustato dalla politica”. Dopo aver cambiato la società, la crisi ha mutato in maniera significativa la lingua degli industriali bresciani. E a dimostrarlo sono soprattutto le parole pronunciate questa mattina dal presidente di Aib Giancarlo Dallera, che segnano un netto punto di rottura rispetto al passato (anche recente) dell’associazione industriale. Una tradizione fatta di relazioni diplomatiche con il mondo istituzionale misurate spesso col bilancino di precisione e, quindi, anche di qualche amaro boccone inghiottito in silenzio.

    Ma oggi si è aperto un nuovo capitolo. E il leader di Aib non le ha mandate a dire, criticando aspramente il mondo politico, il governo, le istituzioni locali, i sindacati e perfino qualche timidezza di troppo di Confindustria. Dallera, infatti, ha parlato di “Paese allo sbando”, in preda a un “profondo degrado morale, politico e civile”. Ma anche di una classe politica – tutta – “sempre più inadeguata, chiusa in se stessa, incapace di vedere i bisogni reali e, come inevitabile conseguenza, assolutamente inidonea da decenni a concepire e realizzare soluzioni adeguate al governo del Paese”.

    Facile criticare gli assenti e un governo comunque sempre più debole. Ma il presidente dell’Associazione industriali – ed è questo, forse, il vero elemento di discontinuità – non si è fermato lì. Togliendosi dalle scarpe qualche sassolino che evidentemente procurava fastidio da tempo. Dallera, infatti, ha richiamato le istituzioni affinché non venga perso il treno di Expo 2015 e bacchettato la Loggia sulla questione dell’Omb. “Il Comune”, ha detto, “sta valutando se dimettere o meno diverse partecipate storiche, alcune delle quali altamente profittevoli: mi domando allora, perché queste sì e Omb no? Quale è la strategia?. Si tratta”, ha continuato, “di un progetto che può anche essere condiviso, ma che ci piacerebbe conoscere”. E ancora – bastonando Loggia, Broletto e sindacati – Dallera si è chiesto se si sia “persa traccia dei vari tavoli del territorio” annunciati per fare fronte alla crisi.

    Anche su A2A, utility controllata dai Comuni di Brescia e Milano, il presidente di Aib (rappresentata nel consiglio di Sorveglianza dall’ex presidente Franco Tamburini) è stato molto netto. Prima sottolineando che il progetto di dar vita alla Rwa lombarda è sostanzialmente fallito, poi attaccando frontalmente il fronte milanese guidato dal presidente della Gestione Giuliano Zuccoli. “Nelle scorse settimane”, ha precisato Dallera, “ho letto che Zuccoli è intervenuto sul superamento del sistema di governance duale: mi pare inopportuno avviare questi ragionamenti proprio ora che i patti parasociali prevedono – nel 2012 – la Gestione a Brescia e la Sorveglianza a Milano. Zuccoli”, ha aggiunto, “avrebbe potuto accorgersene prima. Ora tocca a Brescia gestire”.

    A seguire una doverosa parentesi sul futuro dell’aeroporto di Montichiari. Dallera – sul punto – ha sottolineato che Abem continua a fare la sua parte e che il mondo bresciano, per una volta, ha una visione strategica comune (“se non si arriverà a un accordo non sarà certo colpa nostra, ma di un’altra parte”). Ma non ha mancato di criticare “la debolezza della politica” e “quel ministro che aveva promesso di non firmare nulla senza un accordo tra Brescia e Verona, salvo poi dare il via libera alla concessione pochi mesi dopo”.

    Un’altra bastonata, infine, il presidente di Aib l’ha riservata alla Loggia sulla questione del Musil . “Se il museo dell’industria e del lavoro sarà realizzato”, ha spiegato, “l’economicità della gestione dovrà prevalere sul resto e la gestione dovrà autofinanziarsi. Si tratta di un intervento utile per capire la vocazione industriale del nostro territorio. Le istituzioni ritengono che non ci siano le risorse?”, ha continuato, “Si dica con chiarezza, e una volta per tutte, cosa si potrà e non si potrà fare. Alcune imprese”, ha concluso Dallera, “hanno manifestato la disponibilità a donare testimonianze delle tecnologie utilizzate negli anni, ma anche a compartecipare al sostegno della gestione. Altrettanto farà Aib”, ha chiosato, “quando tutti i contenuti saranno stati definiti”.

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    1. Sul Musil però non capisco bene: come si può pensare che un progetto come quello si autofinanzi? NOn è un modo implicito per bocciare tutto? Forse mi sbaglio io, ma gradirei risposte.

    2. a me, chi parla chiaro, in genere piace, anche se non è della mia parte. Se poi dice ciò che pensa e fa quello che dice, appartiene alla razza di quelli che potrebbero davvero cambiare qualcosa.
      Meglio contraddittori anche duri ma schietti e leali, della melassa attuale, fatta di gente preoccupata solo di stipendi, posti, e parenti da sistemare

    3. I commenti, sempre rigorosamente di alto profilo, pubblicati da tal Padanus fanno sperare che la classe \"politica\" che egli difende e rappresenta si esaurisca con velocità pari a quella con cui il suo pensiero passa alla tastiera. Quanto alle parole del presidente di AIB, dico \"finalmente!\". Abbiamo assistito a lungo, in questi ultimi anni, a dico-non-dico, ad ammiccamenti, ad opportune prese-di-non-posizione.
      Era ora che un rappresentante del mondo produttivo bresciano, non allettato né proveniente da esperienze di politicante, parlasse chiaro a quei dilettanti da poltrona!

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