Ecco l’albero dei cassaintegrati. Da inizio anno Brescia ha perso più di 8mila posti di lavoro

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    E’ stato innalzato oggi a Milano in Piazza Duca d’Aosta, davanti alla sede della Regione, l’albero dei cassintegrati, voluto da Cgil, Cisl e Uil per ”richiamare l’attenzione dei cittadini e delle istituzioni sui guasti che la crisi ha prodotto anche nella ricca Lombardia”.
    La struttura dell’albero, spiegano le tre sigle sindacali dietro l’iniziativa, è fatta di tubi di acciaio è alta oltre otto metri e vi sono appesi grandi dischi bianchi. Su ogni disco sono scritti i nomi delle aziende in difficoltà e di molti lavoratori coinvolti. Lungo l’asse centrale campeggia una serie di grandi numeri che vanno a comporre la cifra di 157.363, a testimoniare gli oltre 157mila lavoratori attualmente in cassa integrazione, tra ordinaria, straordinaria e in deroga. Sotto l’albero i tre segretari generali della Lombardia Nino Baseotto, Gigi Petteni e Walter Galbusera, hanno illustrato i dati sulla difficile situazione. Nei primi 11 mesi del 2010 le ore di cassa integrazione in Lombardia sono state più di 296 milioni, di cui 104.921.696 per cassa ordinaria, 108.201.939 per cassa straordinaria e 83.641.463 per deroga. La crescita rispetto al 2009 è stata del 25%, che in termini di lavoratori equivalenti a zero ore è pari a 174.056 unità, il 5,53% della popolazione attiva della Lombardia. Mentre si e’ avuta una riduzione del 35% della cassa integrazione ordinaria, quella straordinaria e’ cresciuta del 149% e la cassa in deroga del 156%. I posti di lavoro persi nello stesso periodo per mobilità e licenziamenti sono stati 50.722, negli undici mesi dello scorso anno i posti cancellati furono 48.514. Nel solo mese di novembre 2010 sono state licenziate 3.969 persone. Il territorio più colpito è quello di Milano con 17.261 licenziamenti, seguito da Brescia con 8.149, Bergamo con 6.635 e Varese con 4.616. L’albero dei cassintegrati resterà in piazza per tutto il periodo delle festività’ e già domani, dalle 10 alle 12, in Piazza Duca D’Aosta saranno presenti gruppi di lavoratori di aziende in crisi.  

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    1. Detto che la crisi è mondiale e che di fronte a scenari globali si può incidere poco, ma in molti paesi l\’economia è ripartita! Non dico in Cina o India, dove la crisi non si è quasi sentita, ma in Germania!!! (vedere intervista a Mattinzoli). Possibile che da noi non si riesca a fare nulla?

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