A novembre nuovo calo della produzione industriale

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    Nuova battuta d’arresto per la produzione industriale bresciana. Nel mese di novembre si è infatti evidenziato un nuovo calo congiunturale, dopo quello registrato nel precedente mese di ottobre. L’attività produttiva è diminuita per 28 imprese su 100, con un saldo negativo del 7% tra imprese che dichiarano variazioni in aumento e in diminuzione. E’ quanto rivela l’indagine congiunturale del Centro Studi di AIB.

    L’andamento per classi dimensionali denota una significativa diminuzione della produzione per le imprese di maggiori dimensioni; una diminuzione più contenuta per le micro e per le piccole imprese; una situazione di stabilità per le medie imprese; un aumento per le imprese medio grandi e per le grandi. L’utilizzo degli impianti riflette l’andamento dell’attività produttiva, con una quota del 28% delle imprese che dichiara di averlo diminuito. Il livello di utilizzo, rispetto al potenziale, è giudicato basso dal 42% delle aziende.Complessivamente, le vendite sul mercato nazionale sono diminuite per il 26% delle aziende, con un saldo negativo del 6% tra imprese che dichiarano variazioni in aumento e in diminuzione; quelle nei Paesi UE fanno rilevare un saldo negativo dell’1% e quelle nei Paesi extra UE presentano un saldo positivo del 5%. Le giacenze di prodotti finiti e le scorte di materie prime risultano adeguate alle esigenze dalla maggioranza degli operatori. La manodopera è rimasta invariata per il 91% delle aziende, con un saldo negativo del 5% fra entrate e uscite di forza lavoro. Le prospettive a breve termine sono sfavorevoli: il saldo, tra imprese che prevedono variazioni in aumento e in diminuzione, è negativo (- 12%). Le previsioni sull’utilizzo degli impianti risultano in linea con quelle sulla produzione. La manodopera è prevista stabile dal 73% delle aziende e in diminuzione dal 20%. Gli ordini dal mercato interno sono previsti in diminuzione dal 26% delle aziende, con un saldo negativo del 12% tra imprese che dichiarano variazioni in aumento e in diminuzione; quelli dai Paesi UE presentano un saldo positivo del 4%; quelli dai Paesi extra UE un saldo positivo dell’1%.

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