La Cgil querela il sindaco di Adro: “Non ha rispettato gli obblighi dei giudici”

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    Questa mattina il segretario generale della Camera del Lavoro Damiano Galletti e il segretario della Flc Cgil Pierpaolo Begni hanno depositato in Procura della Repubblica la querela nei confronti del sindaco di Adro Danilo Oscar Lancini «per mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice» (art.44 comma D.lgs.286/98 in relazione all’art. 388 c.p.).

    Nella querela si ricorda che il 25 novembre scorso il Ttibunale del Lavoro aveva accertato la natura discriminatoria del comportamento del Comune di Adro per la nota vicenda dei 700 Soli delle Alpi nella scuola del Comune, ordinandone: la rimozione a spese del Comune di Adro del simbolo partitico e la ricollocazione delle suppellettili asportate prive del simbolo partitico a spese del Comune di Adro e sotto la vigilanza del Dirigente Scolastico dell’Istituto Scolastico Comprensivo di Adro; l’esposizione della Repubblica Italiana e di quella dell’Unione Europea in modo permanente e in conformità all’art. 4 D.P.R 7 aprile 2001 n. 121; la pubblicazione per estratto un giorno sui quotidiani Giornale di Brescia, Bresciaoggi, Corriere della Sera e La Repubblica; la pubblicazione di copia integrale del presente provvedimento presso il medesimo Istituto per una settimana lavorativa.

    La querela è la conseguenza delle lettere del 2 e del 16 dicembre attraverso le quali Camera del Lavoro ed Flc Cgil hanno intimato l’esecuzione del provvedimento del giudice, non avendo però alcuna risposta da parte del sindaco di Adro. Sempre nel corso della mattinata, tramite gli avvocati Alessandro Zucca e Alberto Guariso, Camera del Lavoro ed Flc Cgil hanno chiesto al tribunale del Lavoro di designare un funzionario ad hoc, quale ausiliario del Giudice, «con il compito di dirigere i lavori necessari per dare attuazione all’ordinanza del Tribunale di Brescia» di cui sopra.  

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    1. eccolo il lancini, esempio di leghismo puro: prepotente e sprezzante delle leggi, delle regole e delle sentenze. si vuol proprio rompere la testa!

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