Ecco gli 8 comuni bresciani che vorrebbero passare al Trentino

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Bagolino, Breno, Ceto, Limone, Magasa, Saviore, Tremosine, Valvestino. Questi gli 8 comuni bresciani di confine che minacciano di intraprendere azioni concrete per chiedere di passare sotto la regione speciale del Trentino Alto Adige. Minaccia seria o provocazione?

Prima di Natale questi comuni hanno organizzato una conferenza stampa a Milano per spiegare le ragioni del loro malcontento. Si tratta di soldi, ovviamente, quelli che il governo prima avrebbe promesso (come compensazione per gli svantaggi del vivere vicino a una regione a statuto speciale) e poi avrebbe ritirato. I comuni bresciani che hanno partecipato alla protesta fanno tutti parte dell’Associazione Comuni di Confine.

Ecco il testo della lettera spedita a Napolitano:
Esimio Sig.
Presidente della Repubblica
On. Giorgio Napolitano
Palazzo del Quirinale
00100 Roma                              

Oggetto: – Richiesta di aiuto, sostegno ed intervento per i 454 Comuni di confine con le Regioni e Provincie a Statuto Speciale.

          Gent.mo Sig. Presidente,

non sapendo più come e cosa fare per risolvere i nostri problemi ed ottenere legittima

risposta alle nostre tematiche, per la seconda volta, mi permetta di rivolgermi a Lei nella sua onorevole figura di “Padre della Nazione”.

         Ancora una volta i miei 454 Comuni di Confine con i loro 2.000.000 di abitanti non sanno se il “Padre Stato” presterà attenzione particolare ai suoi figli “Comuni” più deboli e bisognosi di attenzione.

         Rappresento l’associazione più libera, democratica ed economica d’Italia con 454 Comuni del Nord Italia che vivono il disagio socio-economico dell’ubicazione sul confine tra le Regioni Ordinarie del Piemonte, Lombardia e Veneto con le “Regioni Speciali” della Valle D’Aosta, Trento, Bolzano, Friuli ed il confine di Stato con la Svizzera.

         Incredibile ma vero; 2.000.000 di abitanti che spostandosi di pochi metri possono trovare l’America delle risorse economiche garantite dalle Autonomie.

         Come certamente Lei ben saprà, decine di migliaia di giovani coppie, famiglie, imprese ed attività economiche abbandonano i nostri piccoli comuni per emigrare nelle ricche Regioni e Provincie della Valle D’Aosta, Trento, Bolzano e Friuli per non parlare poi di coloro che addirittura lasciano l’Italia per andare a vivere in Svizzera.

         Noi siamo quei 454 Comuni che ogni giorno chiudono gli asili, le scuole, le biblioteche, i cinema;… dobbiamo sospendere i servizi di assistenza e/o di sostegno…dobbiamo fare i conti con l’abbandono delle giovani generazioni, l’invecchiamento della popolazione residente e la morte dei nostri territori.

         Caro Presidente, pensi che a soli 50 metri di distanza dal mio centro abitato, attraversando il ponte di Ponte Caffaro, si arriva nel Comune di Storo… 50 metri per passare dalla Lombardia alla Provincia di Trento… 50 metri per avere contributi a fondo perduto per la prima casa, innovazione tecnologica, scuole e trasporti, università e sanità, assistenza domiciliare, sussidi e sostegno alle famiglie, servizi sul territorio, defiscalizzazione sul costo del lavoro e finanche sulle buste paga dei dipendenti con opere pubbliche e politiche sociali mirate.

         Proprio così…il tutto a soli 50 metri!!!

         Naturalmente la conseguenza è che la gente dei nostri paesi Lombardi, Veneti e Piemontesi se ne và oltre quel “confine del confino” e noi chiudiamo gli asili, vediamo morire le attività e poco alla volta cresce una malsana rassegnazione ad un futuro non scritto da noi e voluto da altri.

         Ma poiché noi siamo gente sana e vera, orgogliosa della nostra storia e davanti ad un problema ci rimbocchiamo le maniche della camicia e ci mettiamo all’opera, con grande senso di responsabilità nei confronti delle nostre genti ed interpretando un malessere diffuso nei nostri 454 Comuni, abbiamo cercato l’unione d’intenti e ci siamo raggruppati nell’ASSCOMICONF.

         Una associazione senza tessere, pagamenti, colori politici ed emolumenti ad alcuno…ogni Comune vi aderisce con delibera di Consiglio Comunale nella massima libertà e nel solo interesse di rappresentare tutti uniti una chiara legittima ed inequivocabile richiesta di giustizia.

         Lei converrà con me che i diritti ed i doveri dei cittadini sono stabiliti dalle Leggi.

         E’ la Legge che dice ciò che è giusto o ciò che è sbagliato…quindi lo Stato che ha emanato una Legge che prevede l’istituzione del “Fondo per le aree depresse dei Comuni di Confine” è una presa d’atto e riconoscimento dei disagi socio economici dei nostri paesi e si provvede con l’assegnazione di risorse economiche per sostenere i Comuni bisognosi di Confine.

         Purtroppo però il nobile concetto della solidarietà che la Presidenza del Consiglio ha attuato tramite il Ministero per le Regioni ed Autonomie nell’istituire il “Fondo per i Comini di Confine” non ha trovato continuità intellettuale, disponibilità economica e volontà politica per garantire giustizia sociale.

         Il fondo è stato bloccato già da 2 anni, decurtato del 70% riducendo da €. 91.000.000,00 ad €. 22.000.000,00 le risorse e non garantito oltre il 2013.

         Mi rivolgo rispettosamente a Lei, garante dei diritti costituzionali e indubbia figura super/parters di spessore con sensibilità anche per i più piccoli problemi di noi cittadini e le chiedo:

– Perché dopo aver mandato nel mese di giugno una lettera con richieste di aiuto al Presidente On. Silvio Berlusconi non c’è mai stata alcuna risposta in merito?

– Perché nonostante i 200 sindaci che si sono recati davanti ai giardini di Arcore manifestando rispettosamente nel mese di giugno 2010 nessuno si è degnato nemmeno di darci udienza?

– Perché si lasciano 454 Comuni nell’esasperazione fino a portare 10 sindaci che il 25 novembre presentano in conferenza stampa l’avvio delle procedure referendarie di secessione dalle Regioni Piemonte, Lombardia e Veneto?

– Perché il 22 dicembre altri 10 Comuni daranno ufficialmente l’avvio ad altri 10 referendum?

– Perché per farsi ascoltare dobbiamo portare le fasce Tricolori in manifestazioni eclatanti e magari anche un pò discutibili?

– Perché questo insultante silenzio?

 

A Lei caro Presidente noi tutti 454 sindaci ci affidiamo per una risposta, un incontro cortese per spiegare le nostre legittime ragioni.

Le nostre scuole ed asili a rischio di chiusura, le nostre imprese che se ne vanno, i nostri figli che si trasferiscono, i nostri paesi che lentamente muoiono non sono di destra ne di sinistra, non hanno colore politico…sono solo ed esclusivamente Amministrazioni che hanno problemi da risolvere e risposte concrete da dare alla gente.

Non ci interessa nulla di schieramenti perché noi siamo Sindaci di ogni colore, anche diverso, ma con problemi e disagi uguali…come Lei sa, noi siamo lo Stato sul territorio, dentro la gente e rappresentiamo il contatto diretto tra la politica e la necessità.

Sicuro di una Sua risposta e della Sua cortese disponibilità ad un incontro, a nome e per conto dell’ASSCOMICONF porgo i miei più Distinti Ossequi ed Auguri per le Sante Festività.

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