Crisi, una famiglia bresciana su quattro sta peggio dell’anno precedente (le istituzioni leggano attentamente…)

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    La maggioranza delle famiglie lombarde (58%) e bresciane chiude il 2010 con il proprio bilancio in pareggio e addirittura il 19% è riuscito a risparmiare, anche se il 24% per far quadrare i conti ha attinto dai propri risparmi o è ricorso al debito. Il 2010 si è chiuso leggermente peggio rispetto al 2009 (quando coloro che avevano chiuso il bilancio in pareggio o risparmiato erano il 79% contro l’attuale 77%) e la percezione della propria condizione economica diventa più negativa: il 41% pensa che la situazione della propria famiglia sia peggiorata nel corso del 2010 contro il 38% registrato nel 2009. Le famiglie lombarde che hanno fatto ricorso ai propri risparmi lo hanno fatto in primo luogo per fronteggiare le spese di tutti i giorni, dagli alimentari alle bollette (66%), e quindi per far fronte a quelle mediche (27%). Nessuno, o quasi, rompe il salvadanaio invece per concedersi beni di “lusso”. E nel Sono alcuni dei dati che emergono dalle indagini “Famiglie e fiducia. Monza e Brianza, Lombardia e Italia” e “Famiglia e risparmio: la risposta italiana alla crisi. Monza, Lombardia e Italia”, realizzate dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Monza e Brianza in collaborazione con DigiCamere.

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    1. la politica economica la fa lo Stato, ma una politica locale di sostegno al potere di acquisto, investendo in iniziative capaci di calmierare i prezzi dei generi di prima necessità, la possono ben fare gli enti locali. Negli anni 70 il Comune di Brescia istituì le \"Vendite Controllate\". Occorre tornare a lavorare su queste tematiche: aumentare i redditi è molto più difficile che aumentare il potere di acquisto; intervenire sui prezzi, nella gran parte dei casi, è a spese dell\’intermediazione e della rendita anzichè dell\’impresa.

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