Prefetto al bar con Bossi. E la polemica cresce ancora

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    Si riaccendono le polemiche attorno al prefetto di Brescia Livia Narcisa Brassesco Pace. Nei giorni scorsi, infatti, la rappresentante dello Stato è stata immortalata a Ponte di Legno con il leader della Lega Umberto Bossi. "Galeotto" è stato l’hotel Mirella di Ponte di Legno, dove entrambi si trovavano a soggiornare. E Bossi, al corrispondente del Fatto quotidiano, ha speso parole di grande elogio per la Brassesco. "Lei è il primo prefetto che gira la provincia palmo a palmo", ha dichiarato Bossi dopo circa mezz’ora di colloquio con il prefetto, "conosce tutti i Comuni e si sa che noi della Lega siamo legati al territorio". Parole che scaldano ancora gli animi, perché la Brassesco era stata criticata dal Pd e dalla sinistra estrema proprio per un eccesso di morbidezza nei confronti di amministrazioni leghiste come quella di Adro.

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    UN COMMENTO

    1. Non so bene in che contesto sia maturato quell\’incontro, ma trovo che sia sgradevole leggere tutti quegli elogi visto che la prefetta si trova quotidianamente a d affrontare questioni che riguardano anche il partito di Bossi. Gioco delle parti? Normale galateo? Forse. Però da lettore non mi piace.

    2. … la coscienza non si compra e non si colora, Adro, Coccaglio, Chiari etc. Quante irregolarità e quante coperture. Ma se la gente è contenta! Loro usano i bastoni noi la cultura!

    3. Per responsabilità istituzionali e politiche ho avuto modo di conoscere vari prefetti che si sono succeduti a Brescia dal 1975. Alcuni ottimi, come il dott. De Muro, la dott.ssa Cancellieri e il dott. Tronca, altri bravi e comunque seri nel ruolo ricoperto e nell\’affrontare i complicati problemi di Brescia. Ma mai un giudizio così critico, al limite dell\’imbarazzo, come con la dott.ssa Brassesco Pace. Un giudizio che assicuro – fatta la sola differenza tra chi lo dice e chi si limita a pensarlo – è pressochè generalizzato nello stesso mondo politico ed istituzionale. E di questo c\’è solo da dolersene per lei, oltre che per noi.
      E la vicenda di Bossi al bar, su cui si sono accesi i riflettori, è solo il meno.
      Claudio Bragaglio

    4. Caro Bragaglio, ma dov\’è finito il rispetto per le Istituzioni (quale il Prefetto, che a tutt\’oggi è salutato con il titolo di Eccellenza), quelle con la \’I\’ maiuscola, tanto osannato dalla sinistra?

    5. Rispettare una carica istituzionale non significa censurare o autocensurare le legittime critiche alla persona che riveste, pro tempore, l\’incarico.
      Ho fatto parte della delegazione del PSI che ha incontrato il Prefetto (al maschile perchè si parla del soggetto istituzionale) per sollecitare un suo intervento su Adro, a settimane dall\’esplosione del problema.
      E\’ stato un colloquio assolutamente insoddisfacente, anche e soprattutto per le motivazioni giuridiche spericolate con le quali la dott.ssa Brassesco giustificava la propria inazione. Quando poi, con il necessario garbo, ho personalmente fatto riferimento alla sgradevole sensazione che alla situazione non fosse estraneo il rapporto gerarchico con un ministro eletto sotto lo stesso simbolo che tappezzava la scuola di Adro, ho assistito a una perorazione sulla mancanza di poteri del prefetto, che non solo non ho condiviso al momento, ma che mi è parsa avere il sapore dell\’ipocrisia poche settimane dopo, quando lo stesso Prefetto ha spiccato in forze i Carabinieri di Sirmione a rimuovere una bandiera di Legambiente, abbandonata, solitaria e orfana, sulla cancellata di una scuola della cittadina gardesana. Evidentemente i poteri di ordine pubblico e di intervento del prefetto, secondo la dott.ssa Brassesco, hanno efficacia intermittente. E siccome la stessa ha affermato che il loro esercizio non è condizionato dall\’opportunità politica e dall\’appartenenza del suo ministro a un partito piuttosto che a un altro, non resta, per capirne le decisioni, che rifarsi alla divinazione astrale. Mi procurerò delle effemeridi nautiche aggiornate per calcolare le rette d\’altezza del sole delle Alpi, perchè temo che nella carta celeste che mi ha lasciato la Marina Militare quando mi sono congedato, quell\’astro verdognolo compaia…

    6. Siete davvero ridicoli. Fate polemica anche su un incontro fortuito tra due persone che hanno bevuto un caffè insieme. Caro avvocato Cinquepalmi, perché non ci fa una bella filippica di 10 pagine anche sulle bandiere del PCI appese al muro di un asilo livornese?

    7. Caro Marco, se il caffè fortuito se lo beve un prefetto che nello svolgimento del proprio ruolo istituzionale si comporta da prefetto e tiene il dovuto àplomb, non ci sarebbe nessuna notizia. Questo caffè-chiacchierata-lisciata è solo l\’ennesima conferma dell\’inadeguatezza di chi dovrebbe essere imparziale e invece lascia correre su iniziative folli come quella di Adro.

    8. Dell\’incontro con Bossi non mi importa nulla. Io giudico carente l\’operato del prefetto: è vero che ha girato tutta la provincia, ma fino a oggi novità positive rispetto al passato non ne ho viste!!!

    9. Ma come mai non prende il caffè ad Adro?????? – I simboli sono ancora li —Sbaglio o rappresenta la sovranità dello stato sul territorio???????

    10. Prefetto? Brava perchè ha girato tutta la provincia? forse per far capire a noi paesanotti perchè non può intervenire a far rimuovere il simbolo leghista dalla scuola di Adro? Povera donnetta che si è trovata ad un posto inadatto!

    11. Brescia ha avuto la fortuna e l\’onore di avere delle personalità di qualità capacità e sensibilità come la dott.ssa Cancellieri e il dott. Di Giovine che la nostra provincia da allora ancora rimpiange !!!!!

    12. Cinquepalmi ricevuto dal Prefetto con la delegazione del PSI? Delegazione??? Ma se di socialisti ce ne son così pochi che non ci fai nemmeno una squadra briscola??? Con chi è andato?? Con le foto di ugo intini e soci???
      l delegazione del PSI….. ma si presentino alle elezioni invece che stare nei blog!!
      Ma il Prefetto ha davvero tanto tempo libero!!!?

    13. mi spiace per il commentatore che pensa solo a sè stesso, ma siamo ancora abbastanza per costituire una delegazione, e perfino per dire delle cose che non possono essere ignorate. Per suo scorno, anche se di socialista ne restasse uno solo, riuscirebbe a pensare a qualcosa di più che a se stesso, e a dire delle cose che non possono essere ignorate. A dire, per esempio e nello specifico, che è uno sconcio e una vergogna, ma soprattutto un illecito, che un sindaco irresponsabile tappezzi una scuola pubblica di simboli del suo partito; e che è incredibile che il rappresentante dello Stato nella provincia, a quattro mesi dal fatto, non sia riuscito a far cessare l’illecito posto in essere da un pubblico amministratore. Sicuramente a sestessopensante (e pensante solo a se stesso) la cosa non disturba, anzi, forse pure gli piace. Ma resta il fatto che è illecita. E, per quanto possa spiacergli, ci sono ancora abbastanza socialisti per occuparsene (insieme a tanti altri cittadini di idee diverse ma di comune sensibilità civica). Si rassegni, sig. sestessopensante: continuerà a sentire parlare i socialisti e a sentir parlare dei socialisti; soprattutto, a sentir parlare questo socialista.

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