Sequestro di persona: due egiziani in manette

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    Un sequestro-lampo che è durato solo sei ore, ma non per questo due maldestri egiziani l’hanno fatta franca: i carabinieri di Chiari sono andati in soccorso del nipote del sequestrato e hanno messo la manette ai polsi dei due improvvisati malviventi.

    Tutto è partito da un affare andato male. Tre soci egiziani in affare hanno aperto una macelleria islamica a Caravaggio nella bergamasca. Le cose non sono andate come avrebbero dovuto, e l’attività ha chiuso. Per due di loro però la responsabilità era del terzo, quello che hanno incontrati venerdì per chiudere i conti, al quale hanno chiesto di saldare i debiti. L’uomo non ne ha voluto sapere, così gli ex soci l’hanno sequestrato, hanno contattato il nipote e si sono accordati per la consegna di un riscatto di 5mila euro. Il nipote ha fissato l’appuntamento fuori dall’ufficio postale di Chiari, però solo dopo aver raccontato tutto ai carabinieri. Appena è avvenuta la consegna della busta col denaro i militari in borghese sono usciti allo scoperto e hanno messo la menette ai polsi dei due malviventi.

    Dai primi interrogatori sono emersi tutti i retroscena della vicenda. I due sequestratori avrebbero fatto firmare all’ex socio una cambiale egiziana, documento molto temuto perché se non saldato il soggetto coinvolto può finire in carcere in Egitto. Pare inoltre che il sequestrato soffrisse di qualche malattia cronica. L’ggravarsi delle sue condizioni, a corto di medicinali che assume ogni giorno, avrebbe spinto i due sequestratori ad accelerare le operazioni accontentandosi di 5mila euro.

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