Convegno Pd sulle stragi, Paroli assente. Del Bono lo critica. Il sindaco: polemica strumentale

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    L’incontro che fa da sfondo all’ennesima polemica sotto l’ombra della Loggia è quello che è andato in scena lunedì sera sulla strage di piazza Loggia e sui segreti di stato. Presenti l’ex presidente del Consiglio Massimo D’Alema e l’ex segretario nazionale del Pd Walter Veltroni. Presenti anche un po’ tutti i politici e gli amministratori bresciani. Assente, ingiustificato secondo Del Bono, il sindaco Adriano Paroli.

    Il sindaco si difende: «Non ho ricevuto alcun invito e certamente non sono uso ad andare a convegni ai quali non sono stato invitato, soprattutto quando si tratta di riunioni di partito così fortemente caratterizzate come quella che si è tenuta in via Balestrieri. Trovo davvero incomprensibile, di conseguenza, l’ennesima sterile e poco seria polemica del Pd cittadino. Credo sia piuttosto importante ricordare l’attentato che ha insanguinato piazza Loggia è ancor oggi una dolorosa ferita per la città. La mattina del 28 maggio 1974 rimane ascritta tra le pagine più buie per Brescia: quell’esplosione ha colpito la società civile, i cittadini nella loro volontà democratica. Sul pavimento, oltre ai principi della nostra società, sono rimasti spezzati gli affetti di tanti bresciani, di molte famiglie. Per questo le istituzioni e in primis il Comune da quella terribile data hanno cercato di costruire una memoria storica e di riconsegnare la verità dovuta ai famigliari e alla città intera. Con grande forza la casa della Memoria, attraverso la figura di Manlio Milani ha costantemente inseguito la verità, recuperandone frammenti, nel costante tentativo di fornire una chiave di lettura trasparente e coerente degli avvenimenti del 28 maggio 1974.
    L’attentato di piazza Loggia rimane una ferita che ancora, profondamente, addolora la città: per questo lo smarrimento che ho provato durante la sentenza letta qualche settimana fa nel tribunale cittadino è stato quello di tutta Brescia. Su questo tema è necessaria la massima franchezza: ogni paludata demagogia o volontà di piegare questo dramma storico all’attualità politica sono da evitarsi. Condivisibile, puntuale e commovente in questo senso è stato il contributo del consigliere Alfredo Bazoli, espresso durante uno degli ultimi consigli comunali». 

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    1. è come se un presidente licenziasse un calciatore perché non è sceso in campo… ma in veritàò l’allenatore non l’aveva nemmeno convocato!

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