Torri di S. Polo, per l’Italia dei Valori troppe modifiche al progetto ma per il Pirellone è tutto in regola

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    Il progetto per la riqualificazione del cantiere San Polo di Brescia, presentato nel 2008 e già parzialmente finanziato, è al centro di una interrogazione presentata in Commissione dai consiglieri dell’IdV Francesco Patitucci, Giulio Cavalli, Gabriele Sola e Stefano Zamponi. Nel testo si fa notare che il progetto è stato radicalmente modificato in corso d’opera: è prevista la demolizione di un edificio Aler, il condominio chiamato torre Tintoretto, che priverà il quartiere di molti alloggi, secondo quanto sostengono i consiglieri, i quali affermano anche che l’investimento per la riqualificazione abitativa prevista è stato di fatto distolto e indirizzato diversamente. Il gruppo IdV ha chiesto quindi di conoscere le motivazioni di tale cambio di direzione dei finanziamenti, chi l’abbia autorizzata e quali siano gli strumenti di controllo messi in campo per queste scelte.

    “Nessuno ha distolto nulla per null’altro” ha sintetizzato l’Assessore alla Casa Domenico Zambetti.
    La convenzione stipulata con il Comune di Brescia, ha spiegato l’Assessore, è stata perfezionata e prevede la demolizione di un solo edificio, molto degradato dal punto di vista sociale e non efficacemente ristrutturabile , mentre prima si prevedeva di demolirne due. La perdita di 192 alloggi che ne deriva, sarà compensata dalla realizzazione di 304 nuovi alloggi a canone sociale e moderato, dislocati anche in altri luoghi della città. L’obiettivo è non riproporre una situazione di concentrazione di disagio sociale come quella attuale. L’investimento, che è di complessivi 36 milioni e 468.000 euro (di cui quasi 14 milioni a carico della Regione Lombardia), prevede anche forme di sostegno sociale e mediazione culturale, in appoggio agli interventi abitativi.

    Non soddisfatto il consigliere Patitucci, secondo cui difficilmente i problemi dei quartieri di San Polo e Sanpolino saranno risolti in questo modo, ma si sposteranno “dal verticale (la torre) all’orizzontale (gli altri quartieri)”. Patitucci e Zamponi hanno anche chiesto di conoscere la destinazione d’uso futura dell’area su cui insiste il condominio che verrà abbattuto ed hanno proposto che la Giunta regionale intervenga per orientare il Comune di Brescia ad un riutilizzo pubblico dell’area. 

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    1. Facendo due conti risulta che 36 milioni di euro per 304 alloggi fanno circa 120.000 euro per alloggio. Mi sembra un costo troppo basso. E i costi della demolizione chi li paga? Impiegando la stessa somma per ristrutturare i 192 appartamenti della torre si spenderebbero circa 23.000.000 di euro, con il resto risparmiato sempre agli stessi costi si costruirebbero altri 108 alloggi giusto in totale 304 alloggi. Ma perché allora demolite la torre? Per ricavare un sedime da offrire alla speculazione?

    2. Facendo due calcoli mi pare un’operazione folle e costosissima…a meno che dietro non ci sia davvero qualche speculazione. Bene ha fatto Patitucci a chiedere un riutilizzo pubblico dell’area!

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